Nella zona al margine nord della chiesa, ai confini del giardino moderno, fu ritrovato un tratto delle Mura serviane, nel quale si vede chiarissima la sovrapposizione delle due fasi dell'opera: le mura arcaiche di VI secolo a.C. in blocchi di tufo del Palatino, il cosiddetto cappellaccio, e quelle rifatte dopo il sacco dei Galli Senoni in tufo di Grotta Oscura (inizio del IV secolo a.C.). È inoltre possibile che il mosaico che nel V secolo decorava il catino absidale avesse un soggetto analogo a quello ripreso da Taddeo Zuccari a fresco nel 1569. Le arcate sono rivestite con marmi policromi. [2], Nel IX secolo, la chiesa venne inglobata nei bastioni imperiali. if (document.querySelector("link[rel='canonical']") !=null ) La lettura iconografica complessiva della decorazione interna dell'edificio additerebbe quindi alla Chiesa allusa dalle Ecclesiae, profetizzata dai due principi degli apostoli, narrata nelle Scritture e sublimata dalla Chiesa romana, secondo un'elaborazione vicina alla Civitas Dei agostiniana. Other basilicas, such as Santa Maria Maggiore, are often heavily and ornately decorated. [7] La leggenda vuole che le cinque arance candite, donate da Caterina da Siena a papa Urbano VI nel 1379, siano state colte dalla santa proprio da questa pianta. Sulle navate era poi riportato un ciclo di immagini con scene del Nuovo e Antico Testamento, di cui non si ha più alcuna traccia. Infatti, la disposizione dei personaggi e l'iconografia è tipica dell'arte paleocristiana e atipica per il XVI secolo, per cui si può ipotizzare che lo Zuccari lavorò per sostituire a fresco in senso moderno il mosaico preesistente. A questo secondo artista appartiene il riquadro della Crocifissione (che è la prima rappresentazione di Cristo fra i due ladroni). La cappella è a pianta quadrata e presenta, nelle pareti e nella cupola, affreschi di Federico Zuccari con scene della vita del santo. Il pavimento è coperto da numerose lastre tombali. La consolle, a due tastiere e pedaliera concavo-radiale, è collocata, invece, sul lato destro del presbiterio, al lato dell'altar maggiore. Come risulta da alcune iscrizioni ritrovate nei pressi della basilica (CIL VI, 364 e CIL VI, 365), vicino alla chiesa sorgeva il tempio di Giunone Regina, 24 colonne del quale furono riutilizzate per l'edificazione della chiesa. Sulla parete della navata destra si apre la cappella di San Giacinto, costruita poco dopo il 1594, anno di canonizzazione del santo. [12] Non si conoscono con precisione i motivi per cui sia stata scelta Santa Sabina: alcuni pensano che il papa, in vista delle fatiche quaresimali, si ritirasse lassù per alcuni giorni di riposo. LA BASILICA DI SANTA SABINA . Sotto il quadriportico della chiesa, i saggi archeologici hanno rinvenuto una strada antica parallela al Vicus Armilustri (più ad ovest), forse il Vicus Alto. You can help our automatic cover photo selection by reporting an unsuitable photo. La lista dei rilievi è (da sinistra a destra e dall'alto in basso): Nella porta lignea operano due artisti assai diversi fra di loro: uno di ispirazione classico-ellenistica, l'altro di ispirazione popolare tardo-antica. Sull'altare si trova una copia della tela di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato realizzata nel 1643 e quindi precedentemente all'edificazione della cappella, che rappresenta la Madonna del Rosario assisa in trono con ai lati i santi Domenico e Caterina, oggi esposta nel museo della basilica. All'interno la chiesa è chiaramente ad impianto basilicale a tre navate, divise da dodici colonne doppie antiche, provenienti da un monumento tardo-imperiale, probabilmente mai messo in opera, e grande abside semicircolare in corrispondenza della navata centrale . [4] I restauri di Antonio Muñoz furono condotti in due fasi: 1914-19 e 1936-37, Il campanile venne costruito nel XII o XIII secolo e rifatto in epoca barocca. Gli altri porporati, presi dal terrore del contagio, abbandonarono la chiesa. Dal lato opposto della chiesa, sull'arco trionfale, sono tuttora raffigurati quindici clipei con al centro il Cristo e ai lati protomi variamente identificate come apostoli, profeti, papi, e alle estremità destra e sinistra due edifici simboleggianti la Gerusalemme e la Betlemme celesti, da cui escono nove colombe in volo, simbolo dei cristiani. La parte superiore della navata centrale, dotata di un moderno soffitto a cassettoni (1938), era un tempo rivestita da mosaici; oggi, invece, solo gli spazi tra le arcate sono decorati da emblemi in opus sectile. [8], Sempre a Domenico è legata anche la storia della pietra nera di forma rotonda su una colonna tortile a sinistra della porta di ingresso: è chiamata Lapis Diaboli, ossia "pietra del diavolo" perché, secondo la leggenda, sarebbe stata scagliata dal diavolo contro Domenico mentre pregava sulla lastra marmorea che copriva le ossa di alcuni martiri, mandandola in pezzi. Decorazione in opus sectile della navata centrale. } Egli poi gettò via i frammenti, successivamente ritrovati e ricomposti, oggi visibili al centro della schola cantorum. Il nartece di santa Sabina, le sue porte e l'iniziazione cristiana, Roma, Viella 2015. Oppure utilizza il tuo account { Share you Knowledge! Gli scavi all'interno della basilica hanno reso resti più interessanti: alcune abitazioni dell'inizio dell'età imperiale con magnifici mosaici. Nel III secolo furono rifatti alcuni ambienti, usando laterizi e realizzando probabilmente un impianto termale. Cristo è rappresentato con dimensioni maggiori, a significare la sua superiorità morale. Nei secoli successivi, quando si perse la capacità di fare grandi vetrate, le aperture nelle chiese si ridussero infatti drasticamente. Gli affreschi negli sguanci e nell'emiciclo della cupola sono di Giovanni Odazzi (inizio del XVIII secolo) e rappresentano scene di vita di Santa Caterina e, nella cupola, la Gloria della Santa in Paradiso. Nel II secolo d.C. alcuni di questi ambienti vennero restaurati ed usati da una comunità isiaca, che fece apporre pitture ed incise graffiti legati al culto. Il sito raccoglie e pubblica gratuitamente tesi di laurea, dottorato e master. L'abside era anch'essa decorata a mosaico e, nel catino absidale, vi è un affresco del 1569 di Taddeo Zuccari, raffigurante Gesù, gli Apostoli e i Santi sepolti nella Basilica. La chiesa fu costruita dal sacerdote Pietro di Illiria tra il 422 e il 432, sotto il pontificato di Celestino I. Al centro della navata vi è quella relativa alla sepoltura di fra' Muñoz di Zamora, generale dei Domenicani, realizzata nel 1300 e decorata a mosaico, a differenza delle altre, da Jacopo Torriti o Fra Pasquale da Viterbo. Al di fuori delle mura si trovano edifici più tardi in opera reticolata: in quell'occasione vennero aperti passaggi nelle mura, ormai obsolete, per consentire un comodo passaggio. Guida storico-artistica. Il monastero è caratterizzato da un chiostro quadrangolare con gallerie sui quattro lati che si aprono verso il centro con polifore sorrette da colonnine marmoree. Un itinerario quaresimale, Le chiese di Roma. Noi verifichiamo le corrispondenze online e puoi ottienere un certificato di eccellenza per valorizzare il tuo lavoro. È di legno di cipresso ed è singolare che la porta sia rimasta nella sua sede originaria, giungendo in ottime condizioni sino a noi, sia pure con alcuni restauri e con l'aggiunta successiva della fascia decorativa a grappoli e foglie d'uva, che circonda i singoli riquadri. [3] L'arancio - visibile dalla chiesa attraverso un buco nel muro, protetto da un vetro, di fronte al portale ligneo - è considerato miracoloso perché, a distanza di secoli, ha continuato a dare frutti attraverso altri alberi rinati sull'originale, una volta seccato ed ha il primato del più antico albero esistente a Roma. [email protected], Ci trovi su Skype (redazione_tesi) Oggi restano solo quelli della controfacciata, con una lunga scrittura a sette righe a lettere oro su fondo azzurro che ricorda la data della fondazione, il fondatore e il ponteficie sotto il quale la costruzione avvenne. $("#fbLogin").attr("href", $("#fbLogin").attr("href") + "&state=" + encodeURIComponent(document.querySelector("link[rel='canonical']").href)); La costruzione avvenne sulla casa della matrona romana Sabina, poi divenuta santa, di cui resta all'interno, addossata alla parete di destra, una colonna di granito. { Secondo la leggenda nel 753, mentre Romolo scelse il colle Palatino, Remo preferì l' Aventino come sede per la fondazione della città. Costruita nel V secolo sulla tomba di santa Sabina, oltre che una delle chiese paleocristiane meglio conservate in assoluto, sebbene pesantemente restaurata, è sede della curia generalizia dell'Ordine dei frati predicatori. {{::mainImage.info.license.name || 'Unknown'}}, {{current.info.license.usageTerms || current.info.license.name || current.info.license.detected || 'Unknown'}}, Uploaded by: {{current.info.uploadUser}} on {{current.info.uploadDate | date:'mediumDate'}}. Tipiche dell'architettura paleocristiana, oltre alle pareti esternamente lisce (prive di contrafforti poiché la copertura era sempre a capriate, quindi una struttura non spingente), era la presenza di grandi finestre aperte nel cleristorio (la parte più alta della navata centrale). For faster navigation, this Iframe is preloading the Wikiwand page for, Note: preferences and languages are saved separately in https mode. In origine era costituita da 28 riquadri ma ne sono rimasti 18, tra i quali vi è quello raffigurante la Crocifissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento. Tutte le canne si trovano in fondo alla navata sinistra, dietro una grata, e non sono visibili: l'organo, infatti, è sprovvisto di mostra. L'interno fu profondamente rimaneggiato nel corso dei restauri di Domenico Fontana nel 1587 prima e di Francesco Borromini nel 1643 poi. Si racconta che Domenico avesse portato con sé un pollone dalla Spagna, sua terra d'origine, e che questa specie di frutto sia stato il primo ad essere trapiantato in Italia. Its decorations have been restored to their original restrained design. L'altare maggiore, collocato sopra un piano rialzato, è caratterizzato da un paliotto in porfido rosso. Un'arte sommaria, ad intaglio secco, molto diretta, anche perché doveva essere compresa dalla plebe, in quanto esposta in un luogo di culto pubblico. La scelta potrebbe anche essere riconducibile alla forte salita - simbolo degli sforzi necessari alla “salita” verso la perfezione spirituale dell'anima - che doveva percorrere, per raggiungerla, la processione che partiva dalla basilica di Santa Anastasia.[13]. Ivan Foletti, Manuela Gianadrea, Zona Liminare. Durante i restauri del portale ligneo nel 1836, il restauratore ritoccò il volto del faraone in procinto di annegare, nel pannello relativo al Passaggio del Mar Rosso da parte degli ebrei, raffigurandovi Napoleone, morto quindici anni prima. [5], Nel 1219 la chiesa fu affidata da papa Onorio III a Domenico di Guzmán e al suo ordine di frati predicatori, che da allora ne hanno fatto il loro quartier generale. Roma Giardino d'Europa. Nel chiostro si trova una pianta di arancio amaro, secondo la tradizione domenicana piantata nel 1220 da Domenico, che in questa chiesa visse ed operò e nella quale ancora oggi si conserva la cella, trasformata in cappella. L'abside è coronata da un arco trionfale con le immagini di apostoli, rifatti nel XX secolo, sulla base di una copia seicentesca di Giovanni Giustino Ciampini, che ritrasse alcune delle opere antiche della chiesa, prima che queste venissero distrutte per rifacimenti. Contatta la redazione a Vi sono rappresentate scene dall'Antico e dal Nuovo Testamento, fra cui le storie di Mosè, di Elia, dell'Epifania, dei miracoli di Cristo, della Crocifissione e dell'Ascensione. È possibile, in realtà, che la pietra nera fosse pertinente al tempio di Giunone, come altre analoghe ritrovate in Roma. La basilica di Santa Sabina all'Aventino è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato sul colle Aventino, nel territorio del Rione XII Ripa. $("#fbLogin").attr("href", $("#fbLogin").attr("href") + "&state=" + encodeURIComponent(document.URL.toString())); Coordinate: 41°53′04″N 12°28′47″E / 41.884444°N 12.479722°E41.884444; 12.479722. L’interno della basilica si compone di 1 ampia navata centrale (che si conclude in 1 maestosa abside) affiancata da 2 navate laterali. Tipologie di verde, metodi di analisi e strumenti di gestione. Ai lati dell'iscrizione sono raffigurate le due Ecclesiae, quella ex gentibus e quella ex circumcisione, a sancire che la Chiesa di Cristo è nata dalla conversione dei pagani e degli ebrei, rispettivamente. Sulla parete della navata sinistra, in posizione speculare, si erge la cappella di Santa Caterina da Siena. Nella basilica vi è l'organo a canne Mascioni opus 494[17], costruito nel 1936 nell'ambito dei restauri di ripristino dell'aspetto paleocristiano della chiesa ed inaugurato ufficialmente nel 1938, come indicato da un'iscrizione collocata nell'edificio stesso. Fu ingrandita nei secoli seguenti e, nel IX, inglobata nei bastioni imperiali. [6], E al ricordo di Domenico sono legate due curiosità relative a questa chiesa. In prossimità del presbiterio vi è la Schola Cantorum, ricostruita nel 1936 su ispirazione di quella originaria paleocristiana del IX secolo, anche riutilizzando resti degli antichi plutei. Si tratta quindi di una copia novecentesca da una copia seicentesca, ma sufficiente per dare un'idea dell'iconografia, singolare per un arco trionfale. L'Aventino, ove si eleva la Basilica di Santa Sabina, è un luogo assai legato alle origini di Roma. Give good old Wikipedia a great new look: Cover photo is available under {{::mainImage.info.license.name || 'Unknown'}} license. else Lo strumento è a trasmissione elettrica e dispone di 38 registri. Basilica di Santa Sabina Venne eretta fra il 422 e il 432. Tesionline è il più grande database delle Tesi di laurea e dei laureati italiani. L’edificio è quasi completamente spoglio. Solo uno rimase a Santa Sabina: il cardinale Gerolamo Masci. o, Consultabile gratuitamente in formato PDF. [1] Sulla controfacciata della chiesa esiste un mosaico che riporta in esametri latini la dedica della chiesa. Coordinate: 41°53′04″N 12°28′47″E / 41.884444°N 12.479722°E41.884444; 12.479722 [2], Santa Sabina è la prima stazione quaresimale, dove il Papa presiede la messa del mercoledì delle Ceneri al termine di una processione penitenziale che dal 1962 parte dalla vicina chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino (originariamente la processione partiva dalla basilica di Sant'Anastasia al Palatino[11]). Si tratta di uno dei primi esempi di iconografia cristiana in sede monumentale a Roma nella quale la cancelleria di papa Sisto III elaborò in chiave concettuale la volontà di preminenza della sede romana come Chiesa universale e l'unione della Chiesa degli Ebrei e dei Gentili nel nome della nuova Chiesa romana.[16]. Your input will affect cover photo selection, along with input from other users. Rimangono tracce dell'antico campanile paleocristiano nella base del campanile a vela barocco, posto alla sinistra della facciata della chiesa. Spicca anche un piccolo tempio in antis con due colonne di peperino fra le ante, che doveva risalire al III secolo a.C.: un muro in opera reticolata lo sigillò chiudendone gli intercolumni, inglobandolo nella ricca domus del I secolo d.C. dalla quale provengono i mosaici. Questa basilica, a tre navate, con nartece e triplice apertura di finestre nell'abside, è la prima chiesa del tempo in cui sulle colonne l'architrave fu sostituito da archi, posti tra le colonne corinzie che separano le sale basilicali. Di Lavinia Fontana è la tela d'altare con San Giacinto che venera la Madonna (1600). È una basilica paleocristiana eretta da Pietro d’Illiria tra 422 e 432 su una domus di una matrona romana, identificata con la santa umbra. I cardinali tornarono a riunirsi a Santa Sabina solo il 22 febbraio 1288 e quello stesso giorno elessero - forse come premio allo stoicismo del cardinale che da quel palazzo non si era mai mosso - Gerolamo Masci che prese il nome di papa Niccolò IV. Qui sono stati trovati i resti di un edificio in mattoni con cortile centrale, con mosaici che lo hanno fatto attribuire all'età augustea. Il luogo di culto non doveva essere il tempio di Giunone Regina, che era nei paraggi ma che venne sicuramente usato più a lungo, ma uno dei santuari minori dell'area, forse quello di Giove Libero e Libera. Profanazione riconducibile probabilmente all'odio per motivi religiosi del restauratore verso l'imperatore francese.[4]. Si sa inoltre, dalle fonti seicentesche di Giovanni Giustino Ciampini[14] che al di sopra della pentafora sovrastante (ricostruita nel XIX secolo) erano riportati anche i simboli del Tetramorfo, in una sequenza (toro-leone-aquila-uomo) che li legherebbe alla lettura delle profezie di Ezechiele data da Agostino d'Ippona e, ai fianchi della pentafora stessa, le immagini di san Pietro e san Paolo. La parte superiore è mozzata e ospita tre campane, risalenti al 1596, 1843 e 1906. La basilica di Santa Sabina all'Aventino è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato sul colle Aventino, nel territorio del Rione XII Ripa. I clipei furono realizzati tra il 1919 e il 1920 da Eugenio Cisterna in affresco, color seppia, sulla base di una tavola riportata da Giovanni Giustino Ciampini nel XVII secolo,[15] che li vide a mosaico prima che fossero distrutti intorno al 1724-1730. Quell'anno Roma fu colpita da una terribile epidemia di malaria, che fece sei morti anche tra i cardinali in conclave. Sotto la chiesa sono state effettuate varie campagne di scavo per documentare il versante nord-occidentale dell'Aventino, avvenute principalmente nel 1855-1857 e 1936-1939. Chiese stazionali, www.domenicani.net/page.php?id_cat=3&id_sottocat1=92&id_sottocat2=219&id_sottocat3=327&titolo=Santa+Sabina, Chiese parrocchiali della diocesi di Roma, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Basilica_di_Santa_Sabina&oldid=116719221, Errori del modulo citazione - citazioni che usano parametri non supportati, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Collegamento interprogetto a Wikibooks presente ma assente su Wikidata, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Would you like to suggest this photo as the cover photo for this article? La chiesa in origine era probabilmente decorata per ampie superfici a mosaico. riportarono la chiesa - trasformata in lazzaretto a partire dal 1870, in seguito alla soppressione dei monasteri - alla struttura originaria. Dei rifacimenti barocchi rimangono soltanto le due cappelle laterali a pianta quadrangolare coperte a cupola, dedicate a san Giacinto (a destra) e a Caterina da Siena (a sinistra) coperte da un tiburio. È una delle basiliche minori di Roma e su di essa insiste l'omonimo titolo cardinalizio. Nella disposizione attuale le storie sono commiste, senza separazione tra la parte relativa all'Antico Testamento ed quella dedicata al Nuovo, che illustrano il parallelismo tra la legge mosaica e quella di Cristo (un tema che venne scelto secoli dopo anche, ad esempio, sulle pareti della cappella Sistina). dalle 9:00 alle 13:00. L'appello del Papa alla conversione fa breccia tra i fedeli, Le chiese stazionali di Roma. L'ingresso principale è chiuso da una porta lignea risalente al V secolo, che costituisce il più antico esempio di scultura lignea paleocristiana. Si accede alla chiesa anche attraverso un portale, preceduto da un piccolo portico con tre arcate, situato sul lato destro. [9] In realtà la lapide fu spezzata dall'architetto Domenico Fontana durante il restauro del 1527 per spostare la sepoltura dei martiri. $("#googleLogin").attr("href", $("#googleLogin").attr("href")+ "&state=" + encodeURIComponent(document.URL.toString())).removeAttr("id"); È anch'essa a pianta quadrangolare, sormontata da cupola, progettata e decorata da Giovan Battista Contini nel 1671. Santa Sabina is the oldest extant Roman basilica in Rome that preserves its original colonnaded rectangular plan and architectural style. Le lastre marmoree laterali sono decorate con motivi vegetali, animali ed altri motivi della simbologia cosmogonica. La chiesa non ha facciata: essa è inglobata nell'atrio che ricalca la pianta dell'antico nartece, uno dei quattro bracci dell'antico quadriportico, attualmente all'interno del monastero domenicano. Registrati al sito per restare aggiornato sulle ultime pubblicazioni e sui nostri servizi. L'arco trionfale ha dei medaglioni che seguono la forma dell'arco con cristo nel mezzo con una colomba a rappresentare lo spirito santo, i busti dei 12 apostoli ed alle estremità le città sacre: Betlemme e Gerusalemme. Non c'è nessuna ricerca prospettica, le figure poggiano su una parete che simula dei mattoni, e le croci si intuiscono solo dietro la testa e le mani dei ladroni: nei primi tempi del Cristianesimo c'era il divieto di rappresentare Cristo nel suo supplizio, fra l'altro essendo ancora vivo il ricordo della morte in croce quale pena riservata agli schiavi. [10], Nel 1287 la chiesa fu sede di conclave: qui, nell'aprile di quell'anno, si riunirono i cardinali alla morte di papa Onorio IV per eleggere il successore. $("#googleLogin").attr("href", $("#googleLogin").attr("href")+ "&state=" + encodeURIComponent(document.querySelector("link[rel='canonical']").href)).removeAttr("id"); A ridosso delle mura furono costruiti numerosi edifici. } Da più di 15 anni selezioniamo e pubblichiamo Tesi di laurea per evidenziare il merito dei nostri Autori e dar loro visibilità. All'interno della Schola Cantorum è presente una lastra derivata dal coperchio della cassa marmorea che racchiudeva le reliquie di Santa Sabina ed altri martiri, ovvero Serapia, Evenzio, Alessandro e Teodulo.

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