Infine, attraverso la scala, si accedeva al quarto livello, di cui non vi è più traccia. Tale piano fece demolire il bastione esposto verso il mare e parte della torre al suo interno al fine di permettere la costruzione di via Borgo Italia. Fino a non molto tempo fa era noto l'allevamento di asini e di muli apprezzati in tutta Europa. Infatti, il sardune era lo spazio all'interno del quale il coltivatore poteva recarsi durante le sue pause lavorative. L'isola venne sicuramente frequentata sin dal Neolitico, come dimostrano i rinvenimenti della sua caratteristica ossidiana in tutto il bacino del Mediterraneo occidentale. Si può considerare un capolavoro dell'architettura moderna, per tanti aspetti unico nel suo genere, il gigantesco hangar sotterraneo di Pierluigi Nervi, ancora oggi usato per scopi militari. [3], Questa tipologia di dammuso si trova all'interno delle contrade. L'isola raggiunge un'altitudine di 836 m sul livello del mare con la Montagna Grande. Si può suddividere l'interno della struttura in due parti: quella non accessibile e quella visibile ed accessibile. Inoltre non trascurabile è l'apporto all'economia locale determinato dai numerosi personaggi pubblici, italiani e stranieri, che posseggono a Pantelleria uno dei caratteristici dammusi. Invece, a Nord dell'isola, al fine di creare un "passiature" coperto si usano dei tralicci attraverso i quali si fa inerpicare la vite. Allo stesso periodo risale l'assetto attuale del Castello Barbacane, che ancora oggi domina il porto del capoluogo, anche se probabilmente il primo impianto era di epoca normanna. Questo elemento architettonico, spesso decorato nei dammusi dell'isola, presenta un'estrema semplicità all'interno del castello proprio perché, per molto tempo, esso ha svolto funzioni che non richiedevano particolari ornamenti.[9]. Quest'ultima, avente inizialmente una forma quadrangolare, si articolava su 4 livelli. Il comune di Pantelleria fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria nº 3 (Isola di Pantelleria)[19]. Se è composto da un unico vano è chiamato sardune, se sono di più loku. Cresce spontanea una varietà di cappero, che oggi rappresenta anche una delle principali coltivazioni dell'isola, insieme con quella della vite e dell'ulivo (con la varietà detta biancolilla), quest'ultimo coltivato basso e ramificato in ampiezza per proteggerlo dal vento. Il primo cumulo sull'isola, risalente già all'età del bronzo, fu costruito dai Sesioti. [10], Attraverso l'utilizzo del geo-radar sono state individuate le fondamenta del bastione di Nord-Ovest al di sotto del manto stradale di via Borgo Italia. La sua amministrazione però non soddisfece gli abitanti, che manifestarono la loro insoddisfazione al re, che fece uccidere il feudatario all'interno del castello stesso. Diverse dalle altre sono le volte della torre circolare che sono a cupola. Una di queste torri, detta torre mastra, venne costruita a Pantelleria in prossimità del castello. Dal punto di vista edilizio, il materiale predominante nell'edificio è la pietra lavica di Pantelleria la quale si presenta, in base alla destinazione d'uso e al periodo in cui è stata collocata, nella sua forma naturale o in quella lavorata. L'unica eccezione è il castello Barbacane, un severo maniero di aspetto rinascimentale formato da un corpo a pianta irregolarmente quadrangolare con corte interna, cui si unisce una torre quadrata che in origine doveva essere separata. T. 2-2, l. XX, cap. Nel 1863, la parte adibita a carcere venne utilizzata per rinchiudere i briganti. Nel 2003 sono state rinvenute tre teste di statue romane risalenti al I secolo d. C.[6]. Durante il periodo di dominio dei Borbone venne mandato a Pantelleria in esilio Carlo Antonio Broggia il quale, nel suo memoriale "Ristoro della Pantelleria" racconta che il secondo livello della torre edificata dai Normanni, venne utilizzato come magazzino per tutte le armi. Le aire ormai non sono più in funzione ma prima, al centro di questa, vi era un palo al quale veniva legato l'asino che, girando intorno, provvedeva a liberare i semi dei cereali sparsi per tutta la superficie dell'aira. Nella zona sud ovest dell'isola sorge il piccolo porto di Scauri. A partire dal 1583 il controllo dell'isola passò agli spagnoli che ridimensionarono gli stipendi mensili fissando la nuova paga a 25 scudi per il governatore, 7 per i caporali e 8 per i soldati. All'epoca bizantina risale anche il nome attuale dell'isola, che nella sua forma originaria Patelareas, Πατελαρέας in greco, compare per la prima volta nella regola di questo monastero. Allo stesso tempo, venne costruito un ricovero anti-aereo nella parte sottostante la torre Santa Barbara. Il dammuso di abitazione rappresenta la principale caratteristica della cultura pantesca, cioè la volontà di condivisione e di dialogo con i vicini. Da qualche anno è sede di museo, dove vi sono custodite le teste di Pantelleria. La maggior parte degli architravi è costituita da un solo blocco di pietra lavorato, sorretto da due piedritti. Per quanto riguarda l'aspetto esteriore, il dammuso di abitazione, soprattutto sulla zona Sud dell'isola, viene intonacato usando colori chiari, in molti casi completamente di bianco; una cornice rosa circonda gli infissi e sottolinea i bordi del dammuso. Assai caratteristiche sono anche le tombe, dette sesi (termine di oscura etimologia, esclusivo del dialetto pantesco), delle quali sopravvive un centinaio di esemplari sparsi nell'aspra contrada Cimillia che forma il retroterra orientale dell'abitato. In un secondo momento si cercò di comprendere le cause che avevano portato l'edificio ad un livello di degrado così avanzato e, successivamente, si consolidò la struttura. Il clima è di tipo mediterraneo caldo, temperato da venti marini che soffiano impetuosi in ogni stagione, tra i quali prevalgono scirocco e maestrale. Numerose sono anche le testimonianze dell'antica Cossyra, visibili sulle collinette di San Marco e Santa Teresa. Nell'isola è ancora attivo l'ospedale "B. Nagar". Ecco l'elenco completo delle contrade[11]: Balata dei Turchi, Benicuvedi, Benidisè, Benikulà (Beniculà), Beniminnardo, Beccimursà, Benimingallo, Bugeber, Bue Marino, Bukkuram (Buccuramme), Cimillia, Conitro, Dakalè (Dacalè), Farkhikhalà (Farchicalà), Firisciakki (Firisciacchi), Fram, Gelfiser, Gelkhamar (Gelcamarre), Gadir, Ghirlanda, Khaddiuggia (Caddiuggia), Khafaro (Cafaro), Khaffefi (Caffefi), Khaggiàr (Caggiarre), Khandakhi (Candachi), Khamma (Camma), Khania (Cania), Karebi (Carebi), Kharuscia (Caruscia), Khassà (Cassà), Khattbuali (Cattebuali), Khazen (Cassen), Khufirà (Cufirà o Cufurà), Kuttinar (Cuttinare), Maggiuluvedi, Margana, Martingana, Masira, Midiki (Midichi), Misilli, Monastero, Mueggen, Mugna, Muncilibrisi, Mursia, Naubicibbib, Nikà (Nicà), Praie, Rakhali (Grecale), Rukia (Ruchìa), Salibi, Sataria, Scauri, Scirafi, Sciuvechi, Sibà, Sillumi, Suvaki (Suvachi), Tikhirrikhi (Tichirrichi), Tracino, Triqbabini (Strada Babini), Triqbonsulton (Strada Bonsulton), Triqnakhalè (Strada Nacalè), Zighidì, Ziton, Zinedi, Zubebi[11]. Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 576 persone, pari al 7,4 % della intera popolazione. Per questo, la torre venne intitolata a Santa Barbara. Numerosi i piatti a base di legumi, tra i quali un tipo di lenticchia rossa che si coltiva in loco. Il dammuso di campagna, detto anche "loku", è l'evoluzione del sardune. Tra questi ultimi vi fu Don Pietro Gallucci, che descrisse la struttura interna che risulta essere simile a quella odierna. Negli anni '30 l'isola venne fortificata per diretta volontà di Mussolini, su progetto dell'ingegnere Pierluigi Nervi, che vi edificò, fra le altre cose, un gigantesco hangar sotterraneo. Ferdinando IV di Borbone decise di costruire una piccola torre rettangolare sopra la torre circolare già esistente. Il suo territorio è di origine vulcanica. L'origine del nome "Castello Barcacane" ha una spiegazione storica: sembra infatti che un funzionario governativo, nell'atto di scrivere l'elenco dei beni demaniali dell'isola, abbia confuso "Castello ed il suo Barbacane" con "Castello Barbacane".[2]. A causa della sua vicinanza con le coste africane, Pantelleria venne poi ripetutamente saccheggiata anche dai corsari barbareschi. Conquistata dall'ammiraglio bizantino Belisario nel 540, per conto dell'imperatore Giustiniano, Pantelleria conobbe un periodo di profonda decadenza, durante la quale venne usata, come forse già in epoca romana, quale luogo di esilio di importanti personaggi. Nel 1550 il corsaro turco Dragut riuscì, seppur per breve tempo, ad impadronirsi del castello. Pantelleria venne più volte occupata dai romani durante le guerre puniche, nel corso del terzo secolo a.C., fino alla definitiva conquista avvenuta nel 217 a.C. Molto diffuso fino a metà del XX secolo e molto forte, l'asino di Pantelleria venne selezionato dall'Esercito Italiano, durante la Grande Guerra, per la produzione di muli militari. Gli scavi archeologici condotti nell'insediamento hanno restituito una notevole quantità di oggetti importati da svariate regioni del Mediterraneo (Micene ed Egitto), che testimoniano il ruolo centrale dell'isola in una fitta rete di scambi che aveva come principale obiettivo i principali metalli, rame e stagno, necessari alla produzione del bronzo. Il terzo livello, andato ormai distrutto, era costituito da un unico vano. Sembra infatti che il castello facesse parte di una cinta muraria all'interno della quale vivevano le famiglie cristiane. Introdotte dall'uomo sono anche numerose varietà di palme, tra le quali è stranamente assente la palma nana, che su altre isole mediterranee, tra le quali la Sicilia, si associa alla macchia. Con la dominazione araba le grotte sono state ampliate prima con delle costruzioni in legno e poi con delle definitive case in muratura a secco. Le principali opere d'arte di arredo mobile si trovano nel Santuario della Margana, dove è possibile ammirare un pregevole crocifisso ligneo di scuola siciliana e una icona di aspetto bizantino, ma più volte ridipinta, raffigurante la Vergine che allatta il Bambino. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Il vernacolo di Pantelleria era un dialetto siculo-arabo affine al maltese fino al tardo Settecento, quando fu sostituito dalla lingua siciliana nella sua variante pantesca. Risale a questo periodo, se non l'introduzione, almeno la profonda cristianizzazione della sua gente:le fonti storiche citano anche un monastero di cui si ignora il sito. Altro elemento evidente in tutti i dammusi di campagna è lo "stinniture": una superficie piana usata per far appassire l'uva al sole. Al fine di mettere in luce eventuali elementi preesistenti si procedette con lo svuotamento del bastione. Gli altri mammiferi, tutti di piccola taglia, sono costituiti dalla crocidura mediterranea, da arvicole e dal punto di vista numerico, soprattutto conigli, introdotti dall'uomo, i quali, non avendo nemici naturali, si riproducono in modo incontrollato, a Pantelleria come in molti altri siti (notissimo il caso dei conigli australiani). LXXIX. Altra componente fondamentale è l'"aira": una superficie piana in tufo vulcanico battuto delimitata da pietre tagliate alte tra i 30 e 50 centimetri e poste in maniera tale da formare una circonferenza. Pantelleria è un'isola che si caratterizza per la singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (tavolieri di colate laviche, coni vulcanici, cale e faraglioni) si aggiungono tipici manufatti creati dall'uomo: L'economia dell'isola è basata sull'agricoltura specializzata della coltivazione della vite: famoso lo zibibbo e i vini dolci come il Moscato di Pantelleria, il Passito di Pantelleria, il Moscato passito di Pantelleria. [1] Gli esemplari più semplici sono costruzioni in pietra lavica locale, murata a secco con duplice paramento di pietre sbozzate a spacco e mura di notevole spessore. La stalla veniva costruita tra il sardune e i terrazzamenti in maniera tale da controbilanciare la spinta della volta maggiore.[2]. Tra i mammiferi di taglia maggiore, oltre a pochi bovini e ovini allevati in stalla per la produzione casearia, ed in piccolo numero rinselvatichiti, la fauna di Pantelleria annovera la presenza di una sottospecie autoctona di equide, detta asino pantesco. [8]. Pantelleria conserva numerosi resti monumentali della sua storia antica. Istituito nel 2010 dalla Regione Siciliana[11], ospita anche le famose Teste di Pantelleria, tre statue romane raffiguranti Cesare, Tito e Antonia minore, ritrovate durante degli scavi nell'isola. Essendo un carcere mandamentale, la durata della detenzione non oltrepassava un anno.[6]. La presenza di tale asino è nota da tempi remoti. Un primo intervento cercò di restituire a tale torre il suo colore originale, "rosa confetto". Anche le volte presentano una certa omogeneità. [2] Già data per estinta, ma forse ancora esistente, è la foca monaca. Il vero momento di svolta per l'architettura pantesca fu la colonizzazione da parte degli Arabi avvenuta nell'835 d.C. la quale determinò l'avvento dell'era del dammuso. Vi è una certa predominanza della volta a botte, costruita con pietra squadrata ed in alcuni casi anche ben visibile. • Bonasera F., La dimora rurale nelle isole pertinenti alla Sicilia occidentale, in Valussi G. (a cura di), La casa rurale nella Sicilia occidentale, Olschki, Firenze, 1968, pp. I Romani diedero un forte impulso all'economia dell'isola come dimostrano i numerosi insediamenti sparsi nel suo territorio e i rinvenimenti nello stesso sito di Cossyra, tra i quali tre ritratti in marmo raffiguranti Cesare, Tito ed una donna identificata con Antonia minore. Sono tuttora presenti molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e soffioni di vapore. Al castello viene spesso associato il nome di "Castello Barbacane". Oltre a Broggia, ci furono altri personaggi che, durante l'esilio sull'isola, riportarono le loro esperienze. Si data alla fine dell'Eneolitico un gruppo di vasi, forse di un corredo funerario, rinvenuto casualmente a Bugeber. Dopo un considerevole lasso di tempo, durante cui l'isola rimase apparentemente disabitata, i fenici vi fondarono una colonia, Cossyra, i cui resti archeologici si trovano sulle colline di San Marco e Santa Teresa nell'immediato retroterra dell'attuale capoluogo. A questo periodo risale la prima testimonianza della cittadella fortificata. I sesi sono costruzioni in pietra lavica murata a secco, a pianta circolare con spiccato emisferico o troncoconico, talora a gradoni. Cossyra entrò presto nell'orbita della vicina potenza cartaginese, della quale seguì i destini. Saragozza, 1579). Il 1361 fu un anno di svolta: i Genovesi ricevettero in feudo l'isola. Le prime importanti modifiche al castello furono portate da Carlo V che, nel 1535, in seguito a tentativi di incursioni barbaresche, ordinò la fabbricazione di 37 torri su tutto il territorio siciliano. 167–182 [10], Prima del restauro i pavimenti erano molto diversi l'uno dall'altro: in cotto, in cemento, e addirittura in pietra (lavorata e non). In un primo momento venne messa in sicurezza la torre circolare, in evidente stato di degrado, e si cercò di eliminare gli elementi superflui e inutili nella comprensione dell'architettura del castello. Tale costruzione è la prima forma assunta dal dammuso. Durante il periodo di restauro si è ritenuto opportuno cercare di omogeneizzare la pavimentazione e i vecchi pavimenti sono stati ricoperti con mattoni in cotto e pietra lavorata. Sulle cime più alte si sviluppa il bosco di pini, che a quote più basse è sostituito da lecci (localmente detti balluti). Certamente gli Arabi introdussero la coltivazione del cotone e la loro lingua che, con una variante locale simile al maltese, rimarrà in uso fino agli inizi del XIX secolo e che ancora oggi influenza profondamente il siciliano che si parla localmente. Vennero così ricostruiti il bastione sul lato mare e una contro muratura la quale racchiudeva al suo interno una torre rotonda tutt'ora visibile. Dopo aver costruito tali muretti si decideva la collocazione della struttura. Le diverse attività che si svolgevano all'interno del loku hanno avuto un risvolto concreto per quel che concerne la sua organizzazione spaziale, molto più complessa rispetto a quella del sardune. Oltre al siciliano pantesco, il cui lessico contiene numerosi arabismi tramandati dal sostrato semitico, a Pantelleria si parla l'italiano. Il Castello di Pantelleria, noto anche come Castello Barbacane, è una delle opere architettoniche più antiche presenti a Pantelleria. Per quanto noto ad oggi, il più antico stanziamento è il villaggio fortificato con mura ciclopiche di Mursìa, dell'età del Bronzo, databile ad un periodo compreso tra il XXII e il XV secolo a.C., di cui sono note numerose capanne, le più antiche delle quali dalla curiosa planimetria che ricorda lo scafo di un'imbarcazione, ed un imponente muro di fortificazione, tra i meglio conservati del Mediterraneo preistorico, il quale, spesso circa 10 metri e alto almeno altrettanto, circonda l'insediamento sul suo lato est per una lunghezza di 300 metri. In seguito a questa brutale incursione, Carlo V decise di rinforzare nuovamente la struttura della fortezza. Antonietta Valenza, Pantelleria e i suoi dammusi, Flaccovio Dario, 2015, ISBN 9788857904382. Oltre a questa tipologia di architrave, un'altra più rara è quella dell'arco a tutto sesto. Nel 1943 la conquista di Pantelleria fu ritenuta di importanza strategica dalle truppe alleate che si preparavano ad invadere la Sicilia, tanto che l'isola fu pesantemente bombardata dal mare e dal cielo, per preparare lo sbarco delle truppe, nell'ambito di un'operazione anfibia chiamata Operazione Corkscrew. [10]. Tale tecnica permise loro l'allineamento di più unità cellulari e questo favorì la creazione di un tessuto edilizio compatto. A partire dal 1991 l'edificio venne sottoposto a restauri da parte della Sovrintendenza ai BB.CC.AA di Trapani, [4] e dal 2010 è sede di un museo archologico regionale. Gli elementi dominanti questo paesaggio sono costituiti dalla ginestra, dal corbezzolo, dal pino marittimo e dalle piante aromatiche tipiche della gariga (timo, rosmarino, lavanda, origano, mentuccia). Tradizionalmente collegata via mare, il porto vecchio è situato nella zona antistante il paese e utilizzato come diporto e per piccoli pescherecci, mentre il porto nuovo si trova nell'area di fronte Punta Croce. Sempre agli Arabi si deve la rivalutazione dei materiali locali: la pietra lavica e il tufo vulcanico. Riadattato come carcere, tra il 1943 e il 1975, anno della chiusura, ha ospitato 912 detenuti dei quali la maggior parte era povera o nullatenente. Al loro interno si cela un numero variabile di celle (da due a dodici) a pianta circolare con volta a cupola ogivale, cui si accede da uno stretto e basso cunicolo. Il tipico dammuso dell'isola di Pantelleria è di origini incerte, ma molto remote. La gastronomia di Pantelleria presenta una grande varietà di piatti tipici, nei quali si mescolano caratteristiche siciliane e del mondo arabo; tra essi: una variante del couscous, detta tabulì; la pasta condita con un tipo di zucchina coltivata localmente; un tipo di insalata a base di ortaggi misti locali; un dolce di ricotta, detto "bacio pantesco". Dopo la morte di Francesco De Belvis vennero inviati sull'isola il capitano di Trapani e il notaio Giovanni Formica il quale compilò una lista di oggetti ritrovati all'interno del castello tra i quali, oltre all'armamento, spiccavano un mulino con cinque asini e una cisterna. Nota per la sua centralità nel Mar Mediterraneo, scalo intermedio tra Africa e Sicilia e caposaldo per il commercio col Levante, Pantelleria si caratterizza per la singolarità del suo paesaggio, nel quale agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall'uomo: muri a secco, con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento; giardini panteschi, costruzioni quasi sempre cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici per un giusto apporto di acqua alla pianta, laddove l'isola ne è naturalmente sprovvista; dammusi, fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica. Saccheggiata dagli Arabi a partire dal 700, fu da essi stabilmente occupata probabilmente dall'845, nel contesto della Conquista araba della Sicilia divenendo parte dell'Emirato di Sicilia[5]. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea. I due sono complementari in quanto il primo, un vero e proprio terrazzo, è delimitato dalla "ducchena", una struttura muraria che permette alle persone di sedersi e rilassarsi. Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune. Si trova più recentemente anche nell'isola di Lampedusa. Agli Arabi si attribuisce per tradizione l'arrivo di gran parte degli elementi caratteristici del suo attuale paesaggio, tra i quali i dammusi. Il porto dell'isola permette il collegamento regolare con il porto di Trapani. Tra i costituenti onnipresenti vi è la cisterna la quale è il punto finale del sistema di raccolta delle acque piovane: l’acqua, dai tetti a cupola, viene immessa tramite la canalata nella cisterna che normalmente è posta sotto il piano del terreno. Sulla scia del vento e dei Dammusi, La proclamazione di Pantelleria patrimonio dell'umanità UNESCO, Insetti, Uccelli e Mammiferi di Pantelleria, parco nazionale dell'Isola di Pantelleria, riserva naturale orientata Isola di Pantelleria, coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, Comune di Pantelleria - i centri abitati sono definiti contrade, http://www.trovadammusi.com/images_07/_MG_8216.jpg, https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8173, http://www.portodipantelleria.com/il-porto-di-pantelleria/, http://www.aeroportodipantelleria.it/info-voli/arrivi-partenze/, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pantelleria&oldid=116529220, Errori del modulo citazione - citazioni con URL nudi, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Museo archeologico, presso il castello Barbacane. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 ago 2020 alle 10:52. L'ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa. Ad epoca tardo-antica (V-VI secolo d.C.) risalgono alcuni insediamenti, di cui rimangono le necropoli costituite da tombe a fossa scavate nella roccia ed una caratteristica produzione ceramica, detta pantellerian ware, rinvenuta in vari luoghi del Mediterraneo. [4]. [4], Questo non fu l’unico momento di insoddisfazione da parte dei cittadini i quali, nel 1443, protestarono contro Francesco De Belvis, feudatario dal 1442. Nel 1859, in seguito alla spedizione di Sapri, le carceri di Pantelleria e Favignana vennero sfollate. Nel 1734 i Borbone si impadronirono di Napoli e della Sicilia: per il Castello di Pantelleria fu un'ulteriore tappa fondamentale. è spesso coperto da archi i quali funzionano da schermo per il sole e riparano dall'umidità della sera. Nel 1123 l'isola fu conquistata da Ruggero II ed annessa al Regno di Sicilia, del quale seguirà i destini fino ad oggi. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Il Castello di Pantelleria: da carcere a monumento, Castelli e fortezze nelle città italiane e nei centri minori italiani (secoli XIII-XV), Il castello di Pantelleria: da carcere a monumento, Ultima modifica il 12 ago 2020 alle 10:52, voci di architetture militari presenti su Wikipedia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Castello_di_Pantelleria&oldid=114848050, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. I lavori di restauro, effettuati a partire dagli anni novanta del novecento, sono stati di vitale importanza per l'edificio. Per tutta la guerra il castello e il centro cittadino furono bombardati. [16] È collegato tramite aliscafi e traghetti a Trapani. Durante tale operazione, oltre a trovare un ordigno bellico, è stato scoperto un bunker, probabilmente risalente al 1940. Una volta conclusa la costruzione di tale torre, in prossimità di quest'ultima, i Normanni si dedicarono alla costruzione del castello, che probabilmente si basò su una struttura preesistente; un indizio in proposito è dato dal fatto che le stanze del castello non sono squadrate e tale caratteristica è tipica dell'architettura araba. Intorno al 540, i Bizantini probabilmente completarono una prima struttura fortificata, riutilizzando materiali di edifici più antichi. Altro elemento ricorrente è la calce, utilizzata come intonaco e come elemento unificante tra le pietre. Per la costruzione di questo tipo di struttura venivano usate pietre lavorate, incastrate tra di loro senza l'ausilio di alcun materiale unificante. Gli Arabi infatti modificarono la pianta delle strutture abitative che da circolare diventò quadrangolare e scoprirono la tecnica dello squadro murario. Nel 1221, Normanni e Saraceni stipularono un patto il quale prevedeva che l'isola venisse governata da un prefetto di religione islamica scelto dal governo imperiale. Nel giugno del 1488 fu saccheggiata da una squadriglia di 11 fuste turche, le quali portarono via schiavi 80 dei 250 abitanti che Pantelleria allora contava e inoltre razziarono tutta la produzione di cotone e di tele, in quei tempi principale ricchezza dell'isola (J. Zurita, Anales de Aragon.

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