Lo ribadisce a Vatican News il postulatore della causa di canonizzazione di San Giovanni paolo II, monsignor Slawomir Oder: R. – Assolutamente sì. DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI . (Dal Vangelo secondo Marco) Quali parole, da custodire nel cuore, possono dare forza a chi è colpito dalla malattia? In un altro frangente storico, la voce di un altro Papa ebbe un destino simile. In un mondo attuale, sofisticato e complicato, sperimentiamo una forma di angoscia ancora più radicale: quella dell’esistenza stessa. Non possiamo nascondercelo: siamo pieni di paura… la paura è la nostra condizione; è paura del futuro, della morte, o anche semplicemente del domani. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Ecco perché la cura offerta da Gesù è l’annuncio dell’amore di Dio: noi valiamo ai suoi occhi, ci stima, non perché irreprensibili (Fil 3,6), senza peccato (Gv 8,7), ma perché ci ama (Is 43,4). E’ una specie di ritornello che risuona nelle parole di Gesù. Il sottinteso è chiarissimo: gli uomini possono fare paura. Gesù è risorto! Monsignor Oder: nel tempo di pandemia l’eco di quelle parole risuona con nuova forza, Ascolta l'intervista di monsignor Slawomir Oder, Dziwisz: Giovanni Paolo II e il "Non abbiate paura". Ma sappiamo che sulle loro labbra ciò costituisce un povero conforto. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 26 Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Per tre volte Gesù si oppone alla paura, in questo tempo di paura che mangia la vita, «che non passa per decreto-legge» (C.M. (Mc 4,40). Crostata pere e mirtilli: un vero peccato di gola, Il dolore di un padre con un figlio in carcere, Oggi per questa casa è venuta la salvezza, Gesù gli disse: “Abbi di nuovo la vista! Se ci percepiamo amati, smetteremo di avere paura di non essere accettati: smetteremo di preoccuparci dell’esterno, e nel nostro cuore, quanto più ci sentiremo rivestiti di misericordia e di perdono, altrettanto cresceremo in dolcezza e mitezza (Mt 11,29). In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: « 26 Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. In un altro frangente storico, la voce di un altro Papa ebbe un destino simile. Che berremo? Tutto ciò che è nascosto sarà messo in luce, tutto ciò che è segreto sarà conosciuto. Oggi che il muro da abbattere è l’infinitamente piccolo di un virus, quell’appello di Karol Wojtyla risuona intatto nella sua pertinenza. La nascita della prima cappella. Ma cos’è questo «lievito dei farisei»? E’ una specie di ritornello che risuona nelle parole di Gesù. Dopo tali parole, rimaniamo con la paura di prima. La cattiva radice di ogni paura umana ha un nome preciso: è la morte, frutto del peccato. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Un elemento è stata l'elezione di Giovanni Paolo II, l’uomo venuto da un Paese lontano, dalla Polonia, oltre la cortina di ferro: all'improvviso con lui ci si è dovuti rendere conto anche dell’esistenza dell'est europeo. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Venuta la sera, egli se […] R. – Coraggio, sono io, non abbiate paura! Un sprone – in un tempo di muri e di massimi sistemi contrapposti – ad affidarsi a una “salvatrice potestà” più grande. Il brano di oggi comincia con una scena che stupisce e turba: le persone al seguito di Gesù si calpestano a vicenda! Il 22 ottobre 1978 Giovanni Paolo II iniziava il suo ministero con l’indimenticabile esclamazione, segno di fede e di coraggio. . Questo spirito maligno, evidentemente, attecchisce nel cuore di tutti, a cominciare dai discepoli: essere discepoli non vuol dire esserne preservati, quanto piuttosto essere chiamati a combatterlo. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva, Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi, E mentre essi andavano, furono purificati, Siamo servi inutili. NON ABBIATE PAURA. Anche gli uomini si dicono gli uni agli altri: non temere, non aver paura, fatti coraggio! Siamo nel secondo dei cinque discorsi di Gesù che scandiscono il vangelo di Matteo. E’ il peccato di cui ci ha parlato Paolo nella seconda lettura che, a partire dalla trasgressione di Adamo, è andato ingrossandosi come una valanga, determinando la nostra situazione. Our monthly newsletter with a selection of the best posts. E’ come uno che trema lui stesso e dice all’altro che gli è accanto: perché tremi? Continuando, si accetta l’utilizzo dei cookie. Quando gli si faceva presente che era stato lui a far crollare il comunismo, lui lo negava chiaramente. Ogni paura viene ridimensionata nel momento in cui Gesù delinea e rivela un piano della vita umana — il piano più vero e più personale — in cui nulla può colpirlo, neppure chi lo uccide. Non temete, non abbiate paura, non abbiate timore. «Voi potete ucciderci, ma non potete nuocerci», esclamava rivolto ai persecutori il martire Giustino nei primi giorni della Chiesa. Il Vangelo fa calare, come balsamo, la parola di Gesù: non abbiate paura! Martini), che come suo contrario non ha il coraggio ma la fede. Tutto il Vangelo, è prima ancora l’Antico Testamento, ne è pieno. Non ricordo chi ha detto che ognuno dà il suo contributo, chi con una virgola chi con un capitolo. II Padre vostro! 2 Mc 7, 1-2.20-41 – 2Cor 4, 7- 14 – Mt 10, 28-42 . (dal Vangelo secondo Matteo) Quali domande si possono rivolgere a chi teme per la propria vita? Mi viene in mente una frase che ho trovato nei suoi scritti proprio all'inizio del suo pontificato, quando lui ripercorre tutta la sua storia e conclude: “Debitor factus sum”, “sono diventato debitore”, e questo per me è anche una chiave di lettura di quello che poi è il fenomeno di Giovanni Paolo II: paga con la sua vita il debito di amore, soprattutto nei confronti di Cristo, e per questo le parole “Aprite, spalancate le porte a Cristo” hanno un valore programmatico, allora che rimangono valide ancora oggi. La paura di essere giudicati dagli altri come brutti, non adeguati. È un comportamento che ci aspetteremmo piuttosto dai nemici o dagli indemoniati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!». Significa mostrare qualcosa ed essere altro: come spiega subito dopo, è una sorta di schizofrenia tra vita pubblica e privata, tra ciò che mostriamo e ciò che siamo, tra esterno ed interno. Lo assicura il Maestro, una notte di tempesta: perché avete paura, non avete ancora fede? R. – Non c’è dubbio. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Il 22 ottobre di 42 anni fa, davanti al tappeto di migliaia di volti che lo fissavano sul sagrato di Piazza S. Pietro, Giovanni Paolo II cominciava il pontificato esclamando a un tratto: “Non abbiate paura! Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Testo del Vangelo In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Distribuzione pasti alla stazione Termini, Montagnola quartiere solidale – grande festa di solidarietà il 1 giugno, La Montagnola nella seconda metà dell’800, Dal ’900 alla fine della 1a guerra mondiale, Gli anni 20. Di che ci vestiremo? Per lui la croce era una chiave di lettura del dolore umano e una chiave che apriva le porte della speranza. Antinfiammatorio, antiossidante, antitumorale, amico del cuore e chi lo consuma può vivere più a lungo. R. – Io penso che per tutti rimanga una forte immagine, quella che ci hai lasciato proprio alla fine dei suoi giorni, l'ultimo Venerdì Santo, quella ripresa televisiva della sua partecipazione all'ultima Via Crucis al Colosseo: non più presente fisicamente lì in mezzo a tanti Pellegrini, ma nella sua cappella stringendo la croce. E come lo si combatte? 18 novembre, Dedicazione delle Basiliche dei santi Pietro e Paolo apostoli Mt 14, 22-33 Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Giovanni Paolo II ci ha insegnato a non rassegnarci alla mediocrità, ma di vivere la pienezza della nostra vita in modo tale da fare della nostra vita un vero capolavoro. «Non abbiate paura: valete più di molti passeri!» «Nolīte timēre; multis passerĭbus pluris estis», In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non possiamo nascondercelo: siamo pieni di paura… la paura è la nostra condizione; è paura del futuro, della morte, o anche semplicemente del domani. E’ il riflesso del peccato e della cattiveria umana che, come una nube tossica, getta la sua ombra sul creato e gli conferisce un volto ostile. Il 22 ottobre di 42 anni fa, davanti al tappeto di migliaia di volti che lo fissavano sul sagrato di Piazza S. Pietro, Giovanni Paolo II cominciava il pontificato esclamando a un tratto: “Non abbiate paura! In effetti, subito dopo Gesù mette in guardia dal «lievito dei farisei». In prima battuta, Gesù lo definisce «ipocrisia». Mercoledì della XXXIII settimana del T. O. Non temete — dice — quelli che uccidono il corpo; nulla al mondo — se non voi stessi — può uccidere la vostra anima. Questo mondo appare talvolta una realtà ostile e minacciosa, capace di schiacciare con i suoi cataclismi, o anche con il suo stesso progresso. Ma Gesù nel Vangelo ci ha svelato, un motivo ancora più forte per vincere le nostre paure: «Non temete, abbiate fiducia, perché io ho vinto il mondo». 28 'Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima. La rivelazione della paternità di Dio è la rivelazione di una vita oltre la morte sostengono dunque l’invito di Gesù. Ha vinto la morte sperimentandola su di sé e succhiandone tutto il veleno. Il Vangelo fa calare, come balsamo, la parola di Gesù: non abbiate paura! La liturgia della parola di questa XII domenica del Tempo Ordinario si apre mettendoci davanti agli occhi situazioni di angoscia e di terrore che sentiamo molto vicine alla nostra esperienza. Diceva che era stata la Provvidenza divina, servendosi anche di lui. Stampa PDF Email Stampa PDF Email Sole sulla città di Matera. Le immagini utilizzate negli articoli sono in parte prese da internet a scopo puramente divulgativo. 26 'Dunque, non abbiate paura degli uomini. Mc 16,1-8. E’ forse così anche dell’invito di Gesù che ci dice di non temere? Gesù l’ha vinta, espiando il peccato, tutto il peccato del mondo. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. R. – Perché avete tanta paura? Come dire: cosa farà per voi che gli siete figli? Perché così come la vita di Giovanni Paolo II era un pagare debito nei confronti dell’amore di Dio, così noi oggi accogliendo questo invito possiamo in qualche modo fare la nostra parte nel pagare il debito nei confronti di questo pontefice, nei confronti della storia in cui viviamo. Orazio Coclite e Alessandro De Carolis – Città del Vaticano. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare, Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere, Dieci vergini presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo, Capitale italiana della cultura 2022: ecco le 10 finaliste, Il silenzio assordante nei confronti della povertà, Pensa spesso alla grandezza della Santa Eucarestia. Se oggi, anche in contesto del mondo colpito dalla pandemia, noi ricorriamo a Cristo, possiamo anche aprire i nostri cuori e le nostre menti, le nostre coscienze – aprire i sistemi politici, economici, statali, della cultura, i vasti campi in cui agisce l’uomo – al messaggio cristiano. Nel Vangelo di questa domenica (cfr Mt 10,26-33) risuona l’invito che Gesù rivolge ai suoi discepoli a non avere paura, ad essere forti e fiduciosi di fronte alle sfide … Gesù ci rassicura, poi ci dà il motivo: “Voi valete più di molti passeri”, tutti noi acquistati a … Giovanni Paolo II ha dimostrato una grandissima forza: quale testimonianza ci ha lasciato nel suo modo di vivere la malattia? 27 Quel che io vi dico nel buio, voi ripetetelo alla luce del giorno; quel che ascoltate sottovoce, gridatelo dalle terrazze. Se riconosci la proprietà di una foto e non intendi concederne l'utilizzo o vuoi firmarla, invia una segnalazione a, DEDICAZIONE DELLE BASILICHE DEI SANTI PIETRO E PAOLO. Non avete ancora fede? «Non abbiate paura: valete più di molti passeri!» «Nolīte timēre; multis passerĭbus pluris estis» Venerdì 16 ottobre – XXVIII settimana del tempo ordinario – Lc 12, 1-7 In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai … Oggi il Vangelo dice: Non temete, non abbiate paura, non abbiate timore. Sì, ve lo dico, temete costui. Innanzitutto non dovranno avere paura degli uomini. Ma qual è la radice di un simile male? La tentazione in questi frangenti è di trovare vie d’uscita in ordine sparso, per questo – fin dalla prima ora del Covid – Francesco ha invitato la comunità internazionale a non disgregarsi, affermando e insistendo sul concetto che “non ci si salva da soli ma insieme”, una considerazione che ritorna in molti discorsi anche di alto profilo. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. Ecco, dunque, il motivo dell’invito di Gesù a non temere: la nostra vittoria finale che nessuno può toglierci: «Non temere piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro dare a voi il regno». Nel Vangelo di oggi Gesù ci offre anche le motivazioni; ci offre, cioè, il vero rimedio alle nostre paure. Gesù è risorto! La morte e risurrezione di Cristo è caparra della nostra vittoria; è sorgente della nostra speranza e del nostro coraggio: Tribolazione, angoscia, persecuzione e fame: la Scrittura ha preso atto delle nostre paure più profonde, ma ci ha offerto uno scampo, una speranza di vittoria, grazie a Gesù Cristo che ci ha amati e ha dato se stesso per noi. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? Però, pur essendo un protagonista con la sua parola, l’incoraggiamento, era estremamente umile. Commento al Vangelo_preghiera; Non abbiate paura! La tua fede ti ha salvato”, A chiunque ha, verrà dato; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. Quello di Wojtyla vale più di un libro…. Il brano evangelico di questa domenica, scandito da tre «non abbiate paura». Parola del Signore Dal Vangelo secondo Matteo 10,26-33. Aprite, anzi, spalancate le … Su questa esperienza di paura, radicata nell’esperienza del peccato, si sparge, dunque, come un refrigerio l’annuncio di Cristo: non abbiate paura! Giovanni Paolo II è stato un uomo che ha accompagnato con la sua preghiera prima di tutto, ma poi con la sua parola, con il suo insegnamento, con la testimonianza del suo coraggio e con i gesti profetici tutti questi processi. La terra non sorride più, ma risponde con triboli e spine alle richieste umane. Il tuo contributo per una grande missione: Copyright © 2017-2020 Dicasterium pro Communicatione - Tutti i diritti riservati. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. È una doppiezza perniciosa, che porta a preoccuparsi solo del corpo, del proprio aspetto, e a trascurare il cuore. Non abbiate paura! Gesù ha dato voce ad alcune di queste nostre paure: Che mangeremo? Il mondo ferito dall’urto della pandemia ha smarrito molte delle sue sicurezze. Non temete; voi valete ben più che una coppia di passeri; eppure uno di essi non cade all’insaputa del Padre vostro. Siamo stati testimoni veramente di cambiamenti epocali che sicuramente hanno avuto radici molto lontane. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla, è stato nella storia da protagonista. Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. 1 aprile 2018 Domenica di Pasqua di ENZO BIANCHI.

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