La testa, scavata e ossuta, nonché scorciata nella sua torsione verso destra, è resa con espressività e ricorda alcuni busti antichi cosiddetti di "Seneca". Spiccano soprattutto il busto inarcato e scuro dietro le clavicole, il gesto plastico del braccio disteso, che sembra indagare lo spazio circostante, o la gamba protesa in avanti, con un efficacissimo scorcio. Il San Girolamo penitente è un dipinto a olio su tavola (103×75 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1480 circa e conservato nella Pinacoteca Vaticana. Grande attenzione mise l'autore nella descrizione topografica del luogo, che riecheggia probabilmente la zona di Venezia dove anticamente si trovava la Scuola degli Schiavoni, ovvero tra l'Ospedale di Santa Caterina e la chiesa di San Giovanni al Tempio. Un giorno l’asino fu rubato mentre il leone dormiva e i … Girolamo, il vecchio leone, “capace di potenti ruggiti”, ma anche di lacrime ( Vita Pauli 16,2), monaco, asceta, predicatore, guida di anime, traduttore, polemista, arcigno e severo tanto quanto capace di tenerezza e delicatezza, concludeva così il suo pellegrinaggio terreno. Nella composizione San Gerolamo, l’allora vescovo di Spalato, entrato in un convento nei pressi di Betlemme, dopo aver liberato la zampa di un leone da una spina, permette alla fiera di entrare nel convento, che da quel giorno vivrà con lui alla stregua di animale domestico. La sua figura emerge con potenza anche per effetto dello sfondo scuro, composto da rocce dalle forme bizzarre che si ritroveranno anche, di lì a poco, nella prima versione della Vergine delle Rocce (1483-1486). We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website. https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Girolamo_(Leonardo)&oldid=116661365, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Sull’opera: “San Gerolamo e il leone nel convento” è un dipinto autografo di Carpaccio, appartenente al “Ciclo di S. Giorgio degli Schiavoni”, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1502, misura 141 x 211 cm. La storia sembra ambientata nel cortile di un tipico convento veneziano, ma vi si percepiscono integrazioni di tipo orientale. il leone, perché secondo la Legenda Aurea, un leone ferito da una spina in una zampa fu guarito da san Girolamo nel monastero di Betlemme e non lo lasciò più. La figura dell'eremita è studiata con notevole attenzione all'anatomia, testimoniando il precoce interesse di Leonardo su questo settore, con muscoli asciutti ma scattanti, tendini a vista. This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. Alcuni dettagli esotici, come i palmizi, i turchi con turbante, e gli animali esotici (come il cervo e gli uccelli) rimandano alla reale ambientazione, secondo la Leggenda Aurea, dell'episodio, cioè la città di Betlemme. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Il lavoro per gli Schiavoni iniziò nel 1502 e terminò nel 1507. Anatomicamente Leonardo presta molta attenzione al soggetto di San Girolamo, creando le contrazioni muscolari e le estensioni, nonchè il movimento sottile dei tendini e la precisa identificazione delle ossa che denotano una certa conoscenza acquisita di Leonardo da Vinci verso lo studio del corpo umano. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 15 nov 2020 alle 17:03. Girolamo non fuggì con gli altri, anzi, si avvicinò al leone e si rese conto che era ferito. Il portale semplice della Storia dell'Arte, Percorso: Secondo la leggenda la belva divenne poi suo compagno fedele. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. La tela mostra un episodio "di genere" della leggenda di san Girolamo, quando cioè il santo, di ritorno dall'eremitaggio nel deserto, portò con sé il leone che aveva ammansito togliendogli una spina dalla zampa. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Girolamo_e_il_leone_nel_convento&oldid=106121807, Ciclo della Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. La Vostra Privacy e i cookie e condivisione, Raffigurazione pittorica della Battaglia del Volturno di Stefano Busonero, Arte ed ansia – dipingere migliora l’umore e abbatte gli stati ansiosi, 10 tra i più bei dipinti di tutti i tempi realizzati tra il Seicento e il Settecento, 10 tra i dipinti più belli e famosi dal Quattrocento al Cinquecento, L’arte moderna nella seconda metà del ventesimo secolo, I Contenuti delle pagine di Frammentiarte, Ritorna al Ciclo di S. Giorgio degli Schiavoni, Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. I diecimila crocifissi del Monte Ararat di Carpaccio. L'opera è pertanto particolarmente significativa in quanto, nell'impasto fresco dei colori, sono chiaramente visibili le impronte del maestro fiorentino. Vestito di pochi stracci è inginocchiato con nella mano destra la pietra che usava per percuotersi il petto e con la sinistra che indica se stesso in atto di umiltà. Storia dell'arte » dal Gotico al Realismo » Carpaccio » San Gerolamo e il leone nel convento di Carpaccio, Carpaccio: San Gerolamo e il leone nel convento. Le loro tonache blu e bianche al vento "macchiano" la cromia su più direttrici. Secondo gli studiosi di storia dell’arte, in base alle indicazioni ricavate dalla pianta del de’ Barbari (1500), verosimilmente l’episodio si svolge nel cortile del convento dei Gerosolimitani, dove – per l’appunto – sorgeva la Scuola di San Giorgio, identificabile, cosi come si presentava prima dei restauri del 1551, nell’edificio di fronte, situato in secondo piano sulla sinistra. Luce dorata e colore denso garantiscono l'unificazione di tutti gli elementi, creando quella particolare sensazione atmosferica che fa percepire l'"aria" nel dipinto. L'animale è sulla diagonale che, attraverso il corpo del santo, finisce nel paesaggio dello sfondo a sinistra, già avviato, con le tipiche rocce appuntite leonardesche. These cookies do not store any personal information. Ad ogni modo è certo che il dipinto venne acquistato nel 1845 da Pio IX dagli eredi del cardinale per la somma di duemilacinquecento franchi e destinato da allora ai Musei Vaticani. L'opera presenta numerosi punti di similitudine con la tela dipinta da Palma il Giovane. In basso si trova il fedele leone, appena disegnato, il cui corpo scattante crea giochi lineari rari in Leonardo, che probabilmente sarebbero poi stati attenuati dalla pittura atmosferica e dallo sfumato. Il San Girolamo eremita. Il volto è rivolto verso l'alto, tradizionalmente, verso un probabile crocifisso non ancora dipinto, di cui si intravede però l'asta sull'estrema destra, dove si trova il paesaggio appena abbozzato nel quale alcuni studiosi hanno voluto vedere lo schizzo della facciata di Santa Maria Novella. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience. I campi obbligatori sono contrassegnati *. Il rocambolesco ritrovamento dell'opera è raccontato dal D'Archiardi in una ricostruzione ritenuta oggi poco credibile: appartenuto ad Angelica Kauffmann il dipinto sarebbe poi andato perduto, per essere ritrovato dal cardinale Joseph Fesch segato in due parti, una delle quali era usata da un rigattiere romano come coperchio per una panca, mentre l'altra (un quadrato con la testa, ancora visibile) faceva da sgabello per un calzolaio. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 28 giu 2019 alle 19:40. Altri sullo sfondo stanno salendo precipitosamente le scale del convento. San Girolamo e il leone nel convento è un dipinto tempera su tavola di Vittore Carpaccio, datato 1502 e conservato nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni a Venezia. La Legenda Aurea, di Jacopo da Varazze, narra, nel capitolo dedicato a San Girolamo, la leggenda del leone . Il dipinto viene in genere datato agli ultimi anni del primo soggiorno fiorentino di Leonardo, per le stringenti affinità con l'Adorazione dei Magi. Secondo la critica, per la narrazione del presente episodio e quello successivo (I funerali di S. Gerolamo), il Carpaccio si ispirò al “Calalogus sanctorum” di Pietro de Natalibus, alla “Legenda aurea” di Jacopo da Varagine ed al “Jeronimus, vita et transitus” edito nel 1485 a Venezia. Carpaccio, al culmine della propria carriera, venne chiamato dalla Scuola "minore" degli Schiavoni, cioè dei Dalmati residenti o di passaggio a Venezia, per dipingere un ciclo di sette teleri sulle storie dei santi protettori della confraternita (Giorgio, Girolamo e Trifone) a cui si aggiunsero altre due tele fuori della serie con Storie evangeliche. La scena è ambientata in un campo aperto costruito con attenzione ai ritmi e alle pause, in cui si riconoscono una chiesa con portico e un palazzo con una loggetta e balconi. "San Gerolamo e il leone nel convento" è un dipinto autografo di Carpaccio, appartenente al "Ciclo di S. Giorgio degli Schiavoni", realizzato con tecnica a olio su tela nel 1502, misura 141 x 211 cm. Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. L'opera mostra il momento in cui i frati del convento vedono la belva e fuggono terrorizzati prima ancora che il vecchio monaco possa spiegare la presenza dell'animale al suo fianco, indicando la zampa che il leone sta alzando. ed è custodito nella Scuola di San Giorgio a Venezia. Non si conosce la destinazione originaria dell'opera e l'unica menzione avvicinabile al dipinto è quella di "cierti san Gerolami" elencati dall'artista nell'inventario personale prima della partenza per Milano nel 1482. Girolamo curò le ferite dell’animale e lo accolse con i suoi fratelli nella comunità, al fianco dell’asino, unico bene dei monaci. Pensiamo che ti vada bene, ma puoi disattivarlo se lo desideri. San Girolamo e il leone nel convento è un dipinto tempera su tavola (141x211 cm) di Vittore Carpaccio, datato 1502 e conservato nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni a Venezia. You also have the option to opt-out of these cookies. Il leone è simbolo della forza bruta vinta con la pietà; il teschio, simbolo della vanitas e meditazione sulla morte; Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. Il telero si presenta con due tematiche: quella più in evidenza, ovvero, la spassionata generosità di Gerolamo, mirata al bene anche per gli animali più feroci; e il terrore dei frati che scappano nel vedere la belva. Per la realizzazione dell'opera, indubbiamente Leonardo ha utilizzato il pennello, ma in molte parti della composizione il colore è steso direttamente dall'artista con le proprie dita per ammorbidire i contorni delle figure. Si tratta di un dipinto non portato a termine. "San Girolamo e il leone nel convento" di Vittore Carpaccio, custodito presso la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni. Il San Girolamo penitente è un dipinto a olio su tavola (103×75 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1480 circa e conservato nella Pinacoteca Vaticana.Si tratta di un dipinto non portato a termine. These cookies will be stored in your browser only with your consent. San Girolamo è tradizionalmente rappresentato nel suo studio, mentre con un coltellino toglie dalla zampa di un leone una spina, che tormentava l'animale. Quattro monaci scappano infatti in direzioni diverse, sfruttando appieno la profondità spaziale. San Girolamo è raffigurato nell'iconografia dell'eremita penitente nel deserto. ed è custodito nella Scuola di San Giorgio a Venezia. Secondo la critica, per la narrazione del presente episodio e quello successivo (I funerali di S. Gerolamo), il Carpaccio. Una curiosità è il monaco che cammina con stampelle, in secondo piano, probabilmente un dettaglio ispirato dal vero. Un altro paesaggio, appena abbozzato, si trova sulla destra, sotto un arco naturale, in cui si distingue una sorta di disegno di chiesa. Sempre secondo la pianta (Molmenti, “E” 1906), la costruzione a destra dovrebbe essere la chiesa di San Giovanni al Tempio. Fra gli animali, sparsi nelle varie zone della composizione, si riconoscono pappagalli, faraone, pavoni, lepri, un cervo, un capriolo, un’antilope ed un castoro ripresi con la passione di un vero naturalista. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies.

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