Strage di musulmani in due moschee di Christchurch, 49 morti e decine i feriti. Testimonianze di questa influenza sono ancora presenti, ad esempio, nell’America latina dove forte fu la dominazione spagnola. La Madonna del Pilerio è venerata dai fedeli cattolici come protettrice della città di Cosenza e dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, è raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all’interno del Duomo di Cosenza, voluta da Giovan Battista Costanzo per favorire l‘afflusso dei pellegrini. Epoca nella quale l’influenza della pietas spagnola potrebbe aver portato a Cosenza la devozione per la Vergine del Pilar[6] anch’essa collocata su di una colonna. È stata poi riportata alla bellezza originale nel 1976-77. e misura  95 x 65 cm; eseguita in ambito mediterraneo occidentale la per le sue caratteristiche iconografiche è definita “bizantina”. Il velo rosso che scende sulla spalla vuole significare che la Vergine Maria è stata “avvolta” dall’alto e ricoperta dalla grazia. 55a.). La Madonna che viene da noi, per trasmettere speranza, per superare gli ostacoli. Esso è quasi tessuto insieme per indicare “la predilezione” di Maria. Your email address will not be published. Nell’iconografia esso è sempre richiamo dall’irraggiamento divino. La tavola su cui è rappresentata la Vergine che allatta il Bambino[1] ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti e danneggiamenti fino ad essere stata completamente ridipinta[2]. La Vergine come in ogni antica icona indica con la mano sinistra il figlio, si fa odigitria (indica la Via) a tutti coloro che guardando la sua immagine potrebbero cadere nella tentazione di fermare lo sguardo su di lei. E solo uniti si uscirà da ogni crisi. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Il mistero dell’Incarnazione infatti è strettamente collegato con quello della Redenzione. L’icona è avvolta da una lice tutta particolare che emerge dallo sfondo oro che simboleggia la gloria di Dio che tutto abbraccia. Gesù prende il latte dalla mammella che diventa un particolare iconografico molto evidente: c’è una stretta tensione tra Cristo che è capo della Chiesa e il suo corpo mistico di cui Maria ne è icone perfetta. Il Sindaco di Altilia Pasquale De Rose a nome suo, del Consiglio Comunale e della comunità di Altilia, rivolge un sentito saluto di benvenuto e di. Rispetto alla vita ordinaria, e al traffico abituale, ora tutto è cambiato. Partendo dalla figura della Vergine rappresentata possiamo affermare, confortati da autorevoli studi[4], che l’immagine è la sintesi tra una Galaktotrophousa (Colei che dona il latte) e la Kikkotissa (Vergine dal rosso manto). 54a. I due particolari pittorici dell’allattamento del Divin Bambino e del Maforiuòn (manto rosso) emergono nella loro immediatezza appena ci si accosta all’icona. Non perché ha generato la natura del Verbo ma poiché da Lei è nato il santo corpo di Cristo Gesù. Esso si intravede sulla fronte nella manica del braccio sinistro e dovrebbe essere l’abito che ella indossa sotto tutti gli altri. Il dipinto misura 95x65. K metro 0 – Cosenza – Un grande momento vissuto ad Altilia e Maione per lo storico evento della presenza dell’Icona della Madonna del Pilerio nelle parrocchie del Comune. Siamo andati agli uffici del Comune, abbiamo percorso tutta la zona fino ad affacciarci su corso Mazzini. Copre il Bambino un trasparente velo bianco che ricorda la divina purezza di Cristo agnello senza macchia che toglie i peccati del mondo e riscatta con l’effusione del suo sangue l’intera umanità dalla schiavitù, dai peccati e dalla morte. L'Icona della Madonna del Pilerio è una insigne espressione di questa particolare forma artistica. L'icona nel corso dei secoli ha subito vari danni ed è stata oggetto di rimaneggiamenti fino a essere ridipinta. Alcuni studiosi vedono proprio nella posizione del collo piegata verso il Bambino questa strettissima dipendenza e questo stretto rapporto tra Gesù e Maria, tra Cristo e la Chiesa. Don Mario, il nostro è un testimoniare con i valori del Cristianesimo che ha radici profonde che si tramanda da secoli, basti ricordare la presenza di un Convento dei Frati Minori, di una Grotta eremitica con l’effige di San Francesco di Paola, di San Sebastiano, che proprio in questi giorni ne abbiamo avviato i lavori di valorizzazione, con la direzione della Soprintendenza, e il nostro Arcivescovo ha assicurato una Sua visita. La grazia trasfigura la creatura nella quale “abita l’Altissimo”. “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Il pilastro fu collocato da San Giacomo nello stesso punto nel quale si trova oggi, e che nonostante la chiesa abbia subito vari cambiamenti e vicissitudini, tra cui un incendio, il pilastro si sia conservato nei secoli. E’ la kecharitoméne, la piena di Dio. Periodico di attualità Europeo informa i lettori su economia, finanza, politiche imprenditoriali e tempo libero anche attraverso le pagine Facebook e Google+, il profilo Twitter, il canale ufficiale Youtube e il profilo Linkedin. L’orrore in un video, Von der Leyen: la priorità è superare questa fase, e l'Europa può farlo". L’icona della Madonna del Pilerio attualmente custodita e vene-rata nella Cattedrale di Cosenza, nella cappella a lei dedicata, è un pregevole dipinto su … Dino Trabalzini, in chiusura del festeggiamento dell’Anno Mariano, proclamò la Madonna del Pilerio Patrona Principale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, confermandone il titolo di “Patrona della Città di Cosenza”. Il Bambino è rappresentato con due addomi, strettamente legati da una fascia rossa intrecciata, ad indicare che le due nature umana e divina sono unite in Cristo. Nolè, per l’attenzione costante in direzione del nostro Comune, al nostro parroco Don William, per l’opera spirituale che quotidianamente svolge nella nostra parrocchia, vicino ai bisognosi, agli ammalati, ai giovani. Le tonalità brune per tutto ciò che è terrestre ne indica non solo le caratteristiche ma anche il loro essere “irradiate”. E FAX: 0984630680 - email: paroladivita@alice.it, L’icona della Madonna del Pilerio (XII sec.) Qui si innesta la tradizione delle “madonne nere” che sono spesso più che inculturazione pregnante messaggio teologico. Esse indicano che Maria è inabitata dalla Trinità ma anche la sua verginità prima, durante e dopo il parto. Log in o crea un account per votare questa pagina. È la densità della materia, rappresenta la creatura ma che è bruna perché esposta, irradiata da Cristo sole della vita. Tocca affetti e sentimenti, volontà e scelte nella creatura che dice il suo “Si” al Signore. Nella tradizione e nella liturgia bizantina è uso collocare la Vergine alla porta del Tempio e nei punti strategici delle Città come atto di affidamento alla “Custode” del popolo di Dio (dal greco puloròs = custode della porta). “Potrebbe darsi che gli spagnoli nell’intento di diffondere la devozione alla Madonna del Pilar, hanno dato il titolo di Pilerio all’icona della Madonna che si trovava nella Cattedrale appesa ad un pilastro”[7]. La presenza dell’Icona della Madonna – ha dichiarato il sindaco De Rose –  dovrà significare una maggiore consapevolezza, per fare risaltare un autentico sentimento di fratellanza, ricordando, ancora di più, e tenendo ben presenti le espressioni del nostro Papa Francesco, quando quel 27 marzo, in una Piazza San Pietro deserta, in piena pandemia, ha sostenuto al mondo intero “siamo tutti sulla stessa barca” e, se tutti siamo sulla stessa barca, la comunità dei credenti, deve  convergere per dare vita ad un mondo più giusto, più pacifico e sostenibile, continuando a crescere nella consapevolezza che tutti noi abitiamo nella stessa casa comune, in quanto membri di una stessa famiglia. COSENZA - BISIGNANO - PIAZZA SANTA MARIA 87040 MENDICINO (CS), TEL. [5] Secondo quanto testimoniato da una lapide posta in una cappella del Pilerio, l’icona era appesa ad una colonna abbandonata (a pila neglecta penderet), presumibilmente collocata accanto alla porta piccola, come riferisce M. Borretti in La cattedrale di Cosenza, monografia storico-artistica, del 1933 dove a p. 17 riferisce di un atto notarile del 29 gennaio 1594 da cui si rilevava che il signor Coriolano Mollo, napoletano, affidava al capitolo cosentino una elemosina di 3 ducati l’anno per l’anniversario di messe di suffragio della moglie Camilla di cui ella e la sua famiglia erano devoti. Enea Selis nel 1976-77 ed eseguiti presso la Sovrintendenza per  i Beni culturali è stata riportata alla bellezza originale che ha permesso e, permette tuttora, una lettura approfondita della immagine scritta sul legno. Non è escluso anche il richiamo alla Passione. L'iscrizione in latino dice chiaramente che non è una icona arrivata dall'oriente, ma eseguita in ambito mediterraneo occidentale. Un drappo rosso posto tra le mani della Madonna richiama la sua signoria, la sua potestà regale e sacerdotale, la sua divinità. La Madonna del Pilerio è venerata dai fedeli cattolici come protettrice della città di Cosenza e dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, è raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all’interno del Duomo di Cosenza, voluta da Giovan Battista Costanzo per favorire l‘afflusso dei pellegrini. Uno studio sul prezioso dipinto su tavola custodito all'interno della Cattedrale di Cosenza risalente al XIII sec. [10] Il Concilio di Efeso nel 1431  ha proclamato che Maria è Madre di Dio per il concepimento umano del figlio di Dio nel suo seno. Questi principi fondamentali, a nostro avviso, aiutano i responsabili della società, a portare avanti la crescita e anche, come in questo caso di pandemia, la guarigione del tessuto sociale e personale. Vivarium 1990. Dopo aver subito vari danni è stata riportata alla bellezza tra il 1976 e il 1977. Si caratterizza per il Bambino nutrito dal seno della Madre e dal velo rosso che scende dal capo della Vergine. -       Le scritte in latino (MR e DOMINI) collocate rispettivamente a sinistra e  a destra dell’immagine come prescritto dal Concilio di Nicea (787) indicano la maternità divina di Maria. Rappresentano la Chiesa apostolica senza l’apostolo Giuda che ha tradito il Signore. Anche il rosso del velo che scende dal capo e il porpora dell’abito di cui Maria è rivestita sono simboli della divinità che “avvolge” la giovane di Nazaret e ne coinvolge mente e cuore. I libri di storia parlano di un cammino di S. Antonio che ha attraversato il nostro territorio, la devozione secolare della nostra gente per i Santi Patroni: San Sebastiano, San Giovanni Battista”. Il Sindaco di Altilia Pasquale De Rose a nome suo, del Consiglio Comunale e della comunità di Altilia, rivolge un sentito saluto di benvenuto e di ringraziamento per l’arrivo della preziosa icona della Madonna del Pilerio, Patrona della città di Cosenza, in occasione della trentennale del Suo patronato. -        Medaglioni dorati intorno al capo della Vergine sono undici. Le dita delle mani indicano anche alcune verità di fede: le tre dita della mano destra richiamano il mistero trinitario e ancora il parto verginale di Maria toccata dal mistero dell’Incarnazione; le due dita della mano sinistra invece indicano la doppia natura umana e divina di Cristo. Facendoci aiutare dalla simbologia sacra e dal significato dei colori possiamo contemplare la meravigliosa bellezza dell’icona della Madonna del Pilerio. -       Tre stelle, secondo l’iconografia classica bizantina, sono collocate una sulla fronte e due ai lati sulle spalle. Intervista a don Armando Matteo sul suo nuovo volume. Essa fa letteralmente riferimento alla collocazione del quadro che si trovava appeso ad una colonna[5] all’interno della chiesa Cattedrale. Si tratta di una colonna di diaspro, attualmente ricoperta completamente di bronzo ed argento; solo nella parte posteriore della cappella vi è un’apertura (oculo) che permette di toccare, baciare e venerare la colonna originale. [3] A. Frangipane, Inventario degli oggetti d’arte d’Italia, II – Calabria, Roma 1933, p. 121, [4] G. Leone, Icone della “Theotokos” in Calabria, Ed.

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