18:00     Vespri Qui crescono gli abeti bianchi e tra gli animali si possono vedere, con un po’ di fortuna, cervi, daini, caprioli cinghiali e lupi. Nel XVII° secolo fu incorporata nell’edificio che costituì il nuovo ambiente della Biblioteca. I due candelabri e l'altare sono di noce intagliato, realizzati nel 1850 da Luigi Angiolo Midollini. Se avete voglia di staccare la spina dalla vita frenetica, anche solo una giornata passata a Camaldoli può fare davvero la differenza. tel +39 0575 556143 Il Sacro Eremo e Monastero di Camaldoli sono locati nella ultracentenaria foresta dell'appennino tosco-romagnolo, la foresta Casentinese in provincia di Arezzo.. L'eremo camaldolese fu fondato tra il 1024 e il 1025 da San Romualdo. Scelse un terreno che gli era stato donato dal Conte Maldolo, da qui il passo da ‘Campo di Maldolo’ a Camaldoli è breve: ecco così spiegata anche l’origine del nome. Dalla sapiente esperienza dei Monaci di Camaldoli, nasce l'Olio Giapponese con basi prettamente naturali. Se dopo la preghiera ed il raccoglimento avete voglia di passare a qualcosa di un po’ più terreno, dovete assolutamente passare all’Antica Farmacia dei Monaci Camaldolesi. Qualche tempo dopo nascerà, tre chilometri più a valle, l’Ospizio (il futuro Monastero), posto inizialmente come baluardo al silenzio e alla solitudine dell’Eremo. Ora è diventata la Cappella “del Vaso di Creta”, così chiamata perché il Santissimo Sacramento è deposto in un Vaso di creta in funzione di tabernacolo. Dal piazzale della Chiesa si può entrare nella Cella di San Romualdo, adesso inglobata dalla Biblioteca, che ha la stessa struttura ‘a chiocciola’ di tutte le altre: al centro si trova la camera, protetta dal freddo dei rigidi inverni di queste montagne, intorno si trovano una serie di corridoi e locali necessari alle attività della vita eremitica che consistevano prevalentemente nel lavoro, nello studio e nella preghiera. Giacché i monaci non sono esseri diversi dagli altri; essi sono soltanto come dovrebbero essere tutti gli uomini sulla terra” (Fëdor Dostoevskij, I Fratelli Karamazov). MONASTERO ED EREMO DI CAMALDOLI, COME ARRIVARE. tel +39 0575 556021 In tutte le stagioni sono numerosi i percorsi di trekking più o meno impegnativi all’interno del parco. - Sede Legale: Santa Croce 439, 30135 Venezia, Italia - C.F./P.IVA: 03978340275 - R.E.A. In nicchie di pietra serena sono collocate le statue di Cristo, di san Romualdo e di san Benedetto. Il materiale archivistico, comprensivo di oltre 500 pergamene, venne trasferito presso l'Archivio di Stato di Firenze. Vi si accede dal lato destro del transetto e vi sono sepolti alcuni dei monaci più rappresentativi di Camaldoli: Nella cappella dell'eucaristia[1] (o del Santissimo Sacramento), realizzata nel XVI secolo, è sepolto, senza nessuna indicazione, secondo le sue volontà, l'invetriatore Guillaume de Marcillat (1470-1529). Sopra il Monastero, ad una distanza di circa 3 km, si trova l’Eremo di Camaldoli, a 1100 m sul livello del mare. 07:30     Lodi Da Firenze si raggiunge prendendo il Passo della Consuma, dopo Poppi si seguono le indicazioni per Soci ed i cartelli per il Monastero. 52014 Camaldoli - Arezzo Nella fedeltà alla tradizione monastica benedettina, anche oggi la comunità monastica di Camaldoli accoglie quanti – uomini e donne, laici e religiosi, singoli, famiglie e gruppi… – vogliano condividere qualche momento della sua esperienza umana e spirituale, nella ricerca dell’incontro con Dio e con gli uomini e le donne del nostro tempo. 11:00     Eucarestia 52014 Camaldoli - Arezzo Oggi questa disponibilità si riversa anche su chiunque abbia voglia o bisogno di un’immersione più profonda nella propria spiritualità. anticafarmacia@camaldoli.it, Comunità Monastica di Camaldoli | Località Camaldoli, 14 - 52014 Camaldoli (AR) | +39 0575 556013. Il transetto è una navata trasversale situata dopo la porta d'ingresso dell'atrio. Camaldoli è, lungo tutta la sua storia, un luogo di incontro, di ascolto, di approfondimento e di ricerca umana e spirituale. L’Eremo camaldolese si colloca tra il modo di vivere solitario (nella cella) e quello della vita comune (la preghiera corale e i pasti). L'aula capitolare presenta degli interessanti scanni e il soffitto a cassettoni di stile toscano risalenti al XVI secolo. Infatti al suo interno si hanno gli oli essenziali di primissima qualità di Eucalipto, Arancio Dolce, Melissa e Lavanda, tutti aventi ottime… La comunità dei monaci attraverso la preghiera, la vita fraterna e il lavoro, mantiene questi luoghi sempre viventi e accoglienti. Partecipare ad una delle ‘ciaspolate’ organizzate dalle cooperative locali è un’esperienza unica! Sorge sull’oratorio che fece erigere San Romualdo ma subì diversi rimaneggiamenti nel corso delle varie epoche: venne ricostruita nel 1220, restaurata nel 1256, 1295 e 1373 e prese l’aspetto attuale, secondo il gusto barocco dell’epoca fra il 1575 ed il 1669. Queste tele sono opera del Passignano. 52014 Camaldoli - Arezzo Dialogo con l’ebraismo e con l’islam, con l’induismo e il buddismo, con uomini e donne formalmente non appartenenti a religioni specifiche, ma in sincera ricerca interiore. Sull'altare è posta una tela raffigurante La Vergine col Bambino circondata da Santi, opera di ignoto risalente al XVI secolo. La Storia. Sulla parete sovrastante la porta d'ingresso è situato l'affresco raffigurante la Visione di san Romualdo, opera di Giovanni Drago risalente al XVII secolo mentre sopra le porte poste agli angoli del transetto sono conservate delle tele raffiguranti i quattro Padri della Chiesa: san Gregorio Magno, sant'Ambrogio, san Girolamo e sant'Agostino. 52014 Camaldoli - Arezzo tel +39 0575 556012 Attualmente, il deposito dei libri si sta lentamente ricostruendo, comprendendo oltre 500 testi. 19:00     Primi Vespri della Domenica Nonostante il monastero e l’eremo distino qualche chilometri l’uno dall’altro, fanno parte di un unico complesso monastico ognuno con le sue peculiarità: l’eremo è dedicato al raccoglimento personale dei religiosi, la clausura, mentre il monastero è dedicato alla vita di comunità. All'interno è custodito un altorilievo in ceramica invetriata di Andrea della Robbia,[1] raffigurante la Vergine e il Bambino con Santi. Con il Concilio Vaticano II è tornato a essere luogo d’incontro privilegiato del dialogo ecumenico e interreligioso. Storia, arte, natura e misticismo: il tutto riunito in unico luogo. In questa scelta la comunità si è lasciata ispirare da un versetto della Seconda Lettera ai Corinzi di san Paolo: ”Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia chiaramente che questa straordinaria potenza viene da Dio e non da noi” (2 Cor 4,7). La riserva si estende fino alla Foresta della Lama, oggi in territorio romagnolo. L’interno si sviluppa a spirale; è costituita dal corridoio dove poter passeggiare e pregare, dal quale si accede all’interno della stanza dove abita il monaco, che a sua volta si apre su altri due ambienti: lo studio e la piccola cappella. monastero@camaldoli.it, Foresteria di Camaldoli Cella dell'Immacolata, un tempo chiamata Cella dell'Annunziata. 52014 CAMALDOLI (AR) La facciata, con i due tozzi campanili e le nicchie di pietra, risale invece al 1714. We preserve and supervise the recipes, writings, and the passion of those who gave life to our first products, from which we inspire every day. Venne restaurata nel 1256, 1295 e nel 1373. 20:30     Compieta, 06:00     Ufficio delle letture (escluso lunedì) Fondato da san Romualdo nei primi anni dell'XI secolo, casa madre della Congregazione benedettina dei camaldolesi, è vicinissimo al confine amministrativo tra la provincia toscana di Arezzo e quella romagnola di Forlì-Cesena, a circa 45 km da Arezzo e 80 km da Forlì. Facial Cosmetic Product for Dry Skin. Especially popular with our many Asian customers. Ce ne sono anche di semplici ed a carattere didattico: adatti ai bambini o a chiunque abbia voglia di imparare e scoprire senza fare percorsi da ‘rambo’! Cella di Ognissanti, in questa cella visse e vi morì il 29 ottobre, Cella di San Francesco, è una delle cinque celle originarie dell'eremo, abitata per un tempo imprecisato da, Cella della Croce, anche questa risalente alla fondazione dell'eremo, Cella di San Giovanni Battista, fatta costruire da, Cella dell'Annunziata, conosciuta un tempo come Cella della Presentazione, risale alla fondazione dell'eremo e venne abitata dal venerabile Pellegrino Palau di, Cella di San Martino, risalente alla fondazione dell'eremo; ospitò il venerabile Luigi Massei, anacoreta, Cella del Beato Michele Pini, che l'abitò per 20 anni fino alla morte avvenuta nel, Cella di San Petronio, fatta costruire nel, Cella di San Bartolomeo, risalente alla fondazione dell'eremo. tel +39 0575 556143 Si affaccia sul cortile centrale dell'eremo ed è fiancheggiata dalla foresteria. L’antica cella di San Romualdo all’eremo, oggi inglobata nell’edificio della biblioteca, mantiene al suo interno la struttura tipica della cella eremitica: un corridoio che si snoda su tre lati, custodendo al suo interno gli spazi di vita del monaco, la stanza da letto, lo studio, la cappella. La nuova facciata è incorniciata da due tozzi campanili simmetrici. A questa vocazione, la comunità monastica continua anche oggi a rispondere con le attività della Foresteria e con le sue pubblicazioni. tel +39 0575 556012 Venne realizzato dagli intagliatori fiorentini Evangelista Dieciaiuti e Gaspare Bertacchi. Tale dimensione dell’esistenza non è vissuta unicamente tra i membri della Comunità, ma si esprime anche nell’ accoglienza degli ospiti: negli spazi del Monastero e in quelli della Foresteria. Altra opera degna di nota è sicuramente la pala dell’altare maggiore di Agnolo di Cosimo di Mariano detto il ‘Bronzino’ che raffigura La Crocifissione e dove sono presenti i santi Romualdo, Pietro Paolo e Francesco. Risalente al XVI secolo, all'interno della sagrestia è conservata la cattedra pontificale, realizzata in noce intagliato dagli intagliatori fiorentini Luca Bonicelli e Antonio Montini nel 1669. Accanto alla cappella del papa sorge il piccolo cimitero della comunità. Nel secolo scorso, in particolare dal Concilio Vaticano II in poi, lo spazio per l’accoglienza degli ospiti (Foresteria) è stato ristrutturato e sono sorte nel tempo proposte di formazione culturale e spirituale, che costituiscono uno dei principali impegni dei monaci della Comunità che vivono al Monastero. Anzi, se mi posso permettere, il silenzio ovattato della neve ed il suo lucente candore aumentano il fascino del luogo. 11:30     Eucarestia La Congregazione benedettina dei camaldolesi è stata animata da generazioni di monaci che hanno dedicato la vita alla preghiera, allo studio e al lavoro, figure carismatiche come il romagnolo Ambrogio Traversari e il pugliese don Benedetto Calati. Essa è un agglomerato di celle eremitiche con la chiesa per la preghiera comune. La struttura delle celle è "a chiocciola". - Tour Operator Autorizzato: licenza n° 62027 del 09/07/12 con determinazione n° 2052/2012, Trasferimenti da/per aeroporto di Firenze, Collegamenti da/per Stazione Santa Maria Novella. 52014 Camaldoli - Arezzo Altri due affreschi dipinti nel XVII secolo da Giovanni Drago raffigurano: uno Ottone III in visita presso l'Eremo del Pereo, l'altro La donazione dell'Abbazia di San Salvatore fatta da Ottone III a San Romualdo. Fino al 1575 vi era situato il Coro dei Conversi e due altari posti ai lati della porta. Infatti, fin dalle sue origini il Monastero di Camaldoli è stato un luogo aperto all’accoglienza di ospiti e pellegrini. Ai lati dell'abside ci sono due tabernacoli in marmo: quello di sinistra del 1531 di Gino da Settignano, quello di destra del 1525 di Tommaso Flamberti. Successivamente furono aggiunte 15 celle al nucleo originario della struttura. Fin dalla sua origine, ha sempre avuto una maggiore vocazione all’apertura verso l’esterno, verso gli ammalati, i pellegrini, i bisognosi. L'eremo di Camaldoli è un edificio religioso situato nei pressi dell'omonima località, in provincia di Arezzo, diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro a circa 1 100 metri s.l.m., all'interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Oltre a questi due classici della produzione dell’antica farmacia di Camaldoli, potrete trovare un’ampissima gamma di creme ed altri prodotti per il corpo rigorosamente a base di erbe come dopobarba e caramelle… persino ai funghi porcini essiccati! Intorno all’Eremo di Camaldoli i sentieri sono fantastici in primavera, affascinanti con i toni caldi dell’autunno e suggestivi nel candore della neve. Potete approfittare di questa sistemazione per un ritiro spirituale, ma anche per fare trekking e mountain-bike nelle Foreste Casentinesi o per visitare i dintorni. Ogni monaco impegnato nel lavoro quotidiano e nella preghiera apre il suo cuore all’ascolto vigile e attento alla Parola di Dio sostegno della fede, cibo dell’anima, sorgente di vita spirituale. Eremo di Camaldoli – Foto Shutterstock . La facciata attuale venne eretta tra il 1713 e il 1714 e addossata sulla precedente, risalente al XV secolo. La cella più recente risale al 1743. monastero@camaldoli.it, Foresteria di Camaldoli 19:00     Vespri Questa scelta venne fatta per poter ottenere uno spazio da usare come atrio d'ingresso alla chiesa. Attualmente la comunità del Sacro Eremo è costituita da 9 monaci. foresteria@camaldoli.it, Farmacia L’eremita rimanendo fedele ai fratelli e sotto il giogo dell’obbedienza, nella quiete solitaria, si adopera di pervenire alla purezza del cuore e all’intima unione con Dio. Come quella del nartece, anche la volta a vela della navata, venne affrescata dai fratelli Rolli, mentre gli stucchi e gli sfondi sono di Francesco Nasini. L’attuale chiesa sorge nello spazio del primitivo oratorio dedicato al Santo Salvatore Trasfigurato e risale al sec. Il Monastero (o Cenobio) è il luogo nel quale i monaci, pur vivendo anche la solitudine, fanno esperienza di vita fraterna e di comunione. Nel transetto della chiesa ai lati due Cappelle laterali, a sinistra la Cappella di S. Antonio del deserto dove spicca uno splendido altorilievo in ceramica di Andrea della Robbia (fine ‘400): al centro Madonna con Bambino; da sinistra verso destra: S. Romualdo, S. Maria Maddalena, S. Giovanni Battista e S. Antonio del Deserto. Così è nato il Sacro Eremo di Camaldoli. La cella è il luogo dove il santo viveva per gran parte della sua giornata, nell'impegno di studio, di lavoro e di preghiera. tel +39 0575 556143 In questa cella San Romualdo visse per circa due anni. La Storia. Otto predelle si trovano, invece, nel coro e sono visibili solo su richiesta e per motivi di studio. CAMALDOLI E DINTORNI. Con i mezzi pubblici da Firenze potete prendere l’autobus che arriva fino a Bibbiena e da qui prenderne un altro per il Monastero. La biblioteca nell'Eremo di Camaldoli era esistente già nell'XI secolo, epoca in cui i monaci camaldolesi si dedicarono alla divulgazione della riforma del canto liturgico, realizzata dal loro confratello Guido d'Arezzo. Nella cella l'eremita vive gran parte della sua giornata nel personale impegno fatto di lavoro, studio e preghiera. Il nucleo originale era composto da una piccola Chiesa e da un ospizio e fu eretto dai Monaci Benedettini dell’Abbazia di Prataglione nell’area di Fontebuona, così chiamata per la sorgente che sgorgava nella vicinanze. Non esagerate, la gola, è pur sempre un peccato! Vi consigliamo anche una visita a Poppi, il centro medievale splendidamente conservato dove spicca il Castello dei Conti Guidi. Sono attribuite al monaco camaldolese Venanzio l'Eremita, di ispirazione caravaggesca. La chiesa sorge sullo stesso luogo in cui era situato il primitivo oratorio fondato da San Romualdo. Caratteristica fondamentale dell’accoglienza in Foresteria è la promozione del dialogo a livello religioso, spirituale e culturale. La particolarità di Camaldoli consiste nell’essere ancora, dopo mille anni, un luogo di vita monastica e di ricerca di Dio che si realizza in due strutture differenti ma unite: un eremo e un cenobio (monastero). Ogni cella è costituita da un portico che si affaccia sull’orto e da dove il monaco riceve le vivande, da un vestibolo che permette di ‘sgranchirsi’ e camminare quando fuori il tempo non lo permette e nel quale i monaci possono allestire il loro laboratorio. Sulla parete posta tra la chiesa e l'aula è la tela raffigurante San Romualdo e cinque discepoli nella foresta, opera del pittore divisionista Augusto Mussini. Ancora più semplice e breve è l’escursione all’enorme Castagno Miraglia, un albero monumentale che dista solo 2 km e che vi darà, comunque, la possibilità di attraversare i boschi del Casentino. Così è nato il Sacro Eremo di Camaldoli. Il Monastero di Camaldoli si trova nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi a circa 820 m sul livello del Mare. Sulle pareti del coro dipinti di Giovanni Drago e di Francesco Franci (sec. fax +39 0575 556079 Al centro: Pala di scuola toscana (1593) raffigurante il Crocifisso fra i Santi Pietro e Paolo, Romualdo e Francesco. Vendita online dei prodotti dei Monaci Camaldolesi che vivono tutt'oggi nel Monastero di Camaldoli per la realizzazione di prodotti di cosmesi e alimentari di altissima qualità, utilizzando ricette antiche. Potete prendere lo stesso autobus da Bibbiena anche dopo averla raggiunta in treno da Arezzo. MONASTERO DI CAMALDOLI. Nel 1934 Monsignor Montini, il futuro Paolo VI, era stato uno dei docenti delle ‘settimane teologiche’ che si tengono ancora tutti gli anni. tel +39 0575 556013 L'eremo, interamente cinto da un muro di sasso, si affaccia sulla strada con un portone, attraverso il quale si accede al cortile interno. Nella cappella di destra dedicata a S. Giuseppe, dipinto di Venanzio l’Eremita (1659). anticafarmacia@camaldoli.it, Comunità Monastica di Camaldoli | Località Camaldoli, 14 - 52014 Camaldoli (AR) | +39 0575 556013. 06:00     Ufficio delle letture La biblioteca era ordinata al fine di condurre il monaco a rivivere in sé il cammino ascetico indicato da San Romualdo. eremo@camaldoli.it, Monastero di Camaldoli Romualdo, intorno all’anno 1025, fondando il Sacro Eremo di Camaldoli, si rifà alla architettura della Laura orientale. Day Cream for Normal and Dry Skin. Nella seconda cornice, di forma rettangolare, è raffigurata la Presentazione di Maria al Tempio con ai lati l'olivo e il platano. Questa struttura “a chiocciola”, oltre ad offrire riparo dalle rigide temperature invernali, simboleggia il percorso interiore del monaco che cerca di entrare in se stesso. Località Camaldoli, 14 Oltre alle celle eremitiche il complesso dell’eremo è composto da edifici comuni che ospitano la biblioteca, il refettorio, una piccola foresteria e degli spazi per gruppi, incontri e la preghiera personale. Alcune proposte sono indirizzate particolarmente ai giovani. La volta venne decorata dai fratelli bolognesi Giuseppe Maria e Antonio Rolli alla fine del XVII secolo. Di sicuro entrando dal cancello, sarete immediatamente rapiti dal silenzio e dalla pace del luogo; noterete subito che i semplici edifici sono circondati, come in un abbraccio, dagli abeti bianchi. Sulla porta è presente una tela di scuola di Guido Reni e nella nicchia un crocifisso attribuito a Giambologna.[1]. È dotato di scaffali lavorati sobriamente e il soffitto è decorato da 27 tele che raffigurano gli apostoli Pietro e Paolo, gli Evangelisti, San Benedetto e San Romualdo, i Padri della Chiesa Occidentale e Orientale e i maggiori pensatori dell'Ordine Benedettino. 1.4 I monaci camaldolesi e la Foresta di Camaldoli 35 1.5 La Eremiticae Vitae Regula e la Foresta 49 2. tel +39 0575 556012 e i mammiferi minori (scoiattolo, ghiro, ecc.). Originario di Ravenna e monaco benedettino in Sant’Apollinare in Classe, San Romualdo aveva fondato molte comunità eremitiche, rispondendo così alle domande di assoluto degli uomini del suo tempo. Especially popular with our many Asian customers. L’Eremo di Camaldoli è un luogo scelto dai monaci dell’ordine benedettino dei camaldolesi per isolarsi dalla società, allontanarsi dalla vita comune e trascorrere le giornate in un ambiente isolato al fine di meditare. [1] La struttura originale venne costruita in stile romanico. Dopo i lavori il transetto assunse le attuali dimensioni. Fanno parte della struttura di ogni cella anche l’oratorio, la legnaia ed il bagno. Partecipò attivamente al Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze per la riunificazione della Chiesa latina con quella greca, in stretta collaborazione con San Bernardino da Siena. Potrei continuare a raccontarvi molto altro ma certi luoghi vanno vissuti in prima persona. Si distinse come traduttore dei classici greci e dei padri della Chiesa greca allora dimenticati, aprendo le porte all’umanesimo fiorentino (Brunelleschi, Ghiberti e tanti altri sui “allievi”). Il vestibolo è un corridoio di dimensioni abbastanza ampie da permettere al monaco di passeggiare quando le condizioni atmosferiche gli impediscono di uscire, inoltre vi può allestire il laboratorio personale. Tutto ciò sarebbe accaduto nel 1023, ma anche prima del fatto menzionato, San Romualdo aveva fondato, probabilmente nel 1006, un monastero di monache. di VE n° 354694 All’inizio le celle erano cinque, ora le celle del Sacro Eremo di Camaldoli sono venti e sono distribuite su cinque file che si snodano oltre il cancello della clausura. Nella comunità di Camaldoli il monaco può essere chiamato di attuare l’unica vocazione monastica o nel Sacro Eremo o nel Monastero. Si intravedono alla fine dello stradello lastricato di pietra dal quale si accede alle celle. Il coro in noce risale all'inizio del XVI secolo. La stanza centrale contiene quanto di più immediato possa servire all’eremita, cioè il letto ad alcova e un piccolo armadio a muro. La foresta camaldolese: il territorio, la gestione, i prodotti e i servizi81 3.1 Dinamismi territoriali, climatici e vegetazionali dell’area di Camaldoli 81 fax +39 0575 556079 La foresteria di Camaldoli ha ospitato in passato presenze illustri come Lorenzo il Magnifico con tutta la sua corte di letterati ed uomini di cultura. Sulla porta di ingresso alla chiesa un prezioso bassorilievo della Madonna con Bambino di Gregorio di Lorenzo (1460). Dopo la porta d'accesso, sulla destra, è situato un altare con una tela raffigurante la Vergine col Bambino contornata da San Benedetto, San Romualdo, San Gerolamo e Santa Lucia, opera di Giovanni Battista Naldini (1575). Durante un soggiorno ad Eremo nel luglio 2008, l'attivista Internet statunitense Aaron Swartz ha scritto il noto pamphlet "Guerrilla Open Access Manifesto". esclusi sabato, domenica e festivi, © Insidecom s.r.l. Cream for All Types of Skin. Verso l’anno 1025 il monaco san Romualdo di Ravenna, ricevuto in dono dal vescovo di Arezzo Teodaldo di Canossa (zio della più famosa Matilde), un appezzamento di terreno in un luogo molto solitario dell’Appennino Tosco-Romagnolo, fonda l’Eremo, facendo costruire la chiesa con le prime cinque celle eremitiche.

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