La loro prerogativa è quella di accogliere i pellegrini di passaggio offrendo loro vitto e alloggio sia durante le ore serali che in caso di avversità meteorologiche; tuttavia, con il trascorrere del tempo, questa funzione si diversifica e le stesse strutture si adattano a nuove esigenze. cit. vólto s. m. [lat. sanctus, propr. Con tecnica raffinata, spiccata sensibilità per l'ornato, nelle figure esaltò soprattutto gli effetti psicologici. Il culto si diffuse ancora più nei secoli XIII-XV a causa della vasta espansione della mercatura lucchese, e copie e derivazioni del Volto Santo si trovano in Francia, in Germania, in Austria, nella Svizzera e nella Spagna. La Medaglia del Santo Volto di Cristo. Nei tratti più a valle, ovvero da Gallicano fino alla foce del Serchio, la viabilità di terra era integrata, assai spesso, dalla navigazione fluviale, la quale permetteva uno spostamento più rapido delle merci. Prezzo di copertina € 15,00 Storia di Madre Flora, venerata nella Casa del Volto Santo ai Ponti Rossi La commovente storia di Santa Madre Flora, la madre dei Ponti Rossi passò da condizioni di grande povertà e privazione dell’infanzia a essere punto di riferimento per i malati e i poveri di Napoli. Le strade e gli ospedali per pellegrini nella valle del Serchio in epoca medievale e santo m. (f. -a) [lat. - Celebre simulacro, venerato nella cattedrale di Lucca, dentro il marmoreo tempietto di M. Civitali, rappresentante in dimensioni maggiori del naturale il Crocifisso vivente, scolpito in legno di noce. 5) Ibid., cap. Nicodemo, aiutato più dalla grazia divina che dall’arte sua, scolpì il busto del Volto Santo. Le valli degli affluenti, pressoché perpendicolari a quella principale e fra loro parallele, hanno in prevalenza fondo stretto e fianchi ripidi e incidono profondamente i due versanti, suddividendoli in numerosi cantoni. Bibl. Si formò, forse a Firenze, attento in particolare all'arte di A. Rossellino. Al termine del percorso è posta una sezione dedicata al Volto Santo di Manoppello, La traslazione alla città di Lucca non sarebbe perciò avvenuta, come si ritiene comunemente, per opera del vescovo Giovanni (780-800), sibbene di un suo predecessore. ; SOLARI, op. Si rimanda a quest'opera in cui, alle pp. Più avanti, la strada tornava a scorrere nel fondovalle, ma dopo poche miglia, si indirizzava di nuovo verso un percorso più interno. 2) Brevi note sugli itinerari medioevali nell'Appennino reggiano, in ‘Canossa prima di Matilde’, Milano 1990, p. 26. XII fu calzato da una pianella d'argento per preservarlo dalla eccessiva pietà dei fedeli. Neppure si può tacere che scrittori recenti, anziché all'Oriente, ricorrono alla Catalogna e al Rossiglione, dove alcune delle cosiddette Majestats presentano un'impressionante somiglianza iconografica col Volto Santo. Il Volto Santo, è la statua-reliquario in legno, che dal 742, viene venerata a Lucca. pass. Questa tassa veniva pagata anche da coloro che camminavano sulla terraferma e andava ad incrementare le casse del vescovato di Lucca (5). Solo in corrispondenza dell’attraversamento di alcuni centri abitati le vie presentavano dei tratti lastricati ma, subito dopo, tornavano ad avere le caratteristiche dei tratturi di campagna. Enciclopedia Italiana (1937). 5) V. GHILARDUCCI G., Diecimo. La Via del Volto Santo, una strada medievale meta di pellegrinaggi verso Lucca al cospetto del crocefisso ligneo del Volto Santo, custodito nella cattedrale di San Martino a Lucca. Al mattino seguente però, il Volto Santo era sparito: esso fu ritrovato in un orto nelle immediate vicinanze della chiesa di S.Martino: individuato come un "segno" miracoloso, il Crocifisso del Volto Santo resta tutt'oggi nella cattedrale di Lucca.Poco importa quanto c'è di vero o di fantastico nella storia dell'oggetto più caro ai noi lucchesi. Scrive la DELLA CAPANNA: “La valle in cui, da NNO a SSE, scorre il Serchio è in genere poco inclinata e piuttosto ampia. Le strade del medioevo erano abbastanza rudimentali e seguivano traiettorie piuttosto sinuose in quanto, di solito, collegavano fra loro centri di secondaria importanza; le medesime strade riuscivano a soddisfare esigenze di traffico assai limitate, poiché si presentavano come dei sentieri di collina ed erano soggetti ai forti dislivelli, dovuti alle caratteristiche morfologiche del terreno. Qualche studioso di viabilità medievale sostiene che le vie di quell’epoca vanno considerate come semplici “tracce”, poiché non avevano murature di sostegno né un fondo stradale consolidato. Da qui, la strada consolare proseguiva, in modo più o meno rettilineo, seguendo un itinerario, non chiaramente definito, che portava fino a Piazza al Serchio (l’antica Sala); quindi, la via romana si immetteva nel bacino del Magra. Come appare evidente dal proclama di Enrico IV del 1081, di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente, un tratto del fiume Serchio, la cui portata d’acqua, nel passato, era di gran lunga superiore a quella attuale, poteva essere percorso da alcune piccole imbarcazioni provenienti direttamente dal mare. Furono i Longobardi a ripristinare, dal VI secolo in poi, alcuni di questi tracciati e a costruirne di nuovi per collegare il centro urbano con gli abitati sparsi nel contado e le realtà territoriali più decentrate. A quel punto però nacque una diatriba fra lunensi e lucchesi su chi avesse maggior titolo per conservare la scultura. La viabilità medievale nella valle del Serchio e la nascita degli hospitalia pauperum. L’ospedale di S. Luca della Misericordia, sorto a Lucca nella seconda metà del secolo XIII, ma anche l’ospedale di S. Jacopo di Altopascio, di cui abbiamo fatto cenno, sono due degli esempi più significativi presenti sul nostro territorio. Grazie alla forza dei venti o all’aiuto degli animali da tiro che, camminando lungo la riva, le trainavano contro corrente, molte barche o chiatte cariche di merci riuscivano ad inoltrarsi fin quasi al centro della vallata. Presso i vari centri di accoglienza, che possono essere più o meno organizzati, i viandanti hanno la possibilità di sostare alcuni giorni (in genere tre), di ricevere il vitto indispensabile e l’alloggio; il tutto in maniera gratuita. – 1. document.getElementById('cloak9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770').innerHTML = ''; La critica dei caratteri stilistici del simulacro oscilla con grande incertezza dal sec. di sancire «sancire, rendere sacro», in rapporto etimologico con sacer «sacro», essendo anche questo connesso con sancire]. Scritto da Team LeonardoUno.net il 02 Settembre 2009. Al sistema stradale locale e a quello a più vasto raggio, si collega, a far data dall’VIII secolo in poi, l’individuazione di apposite aree di sosta presso le quali possono trovare un rudimentale luogo di accoglienza tutti coloro che, per motivi diversi, devono praticare degli spostamenti. Questo tratto di strada tornò ad essere frequentato soprattutto durante il medioevo, quando fu scelto come itinerario alternativo ad un segmento costiero della via francigena che collegava Luni con Camaiore e, quindi, con Lucca. “Quasi certamente – afferma W. Baricchi - le matrici della viabilità storica, ed in particolare quella montana, così come si è sviluppata in un amplissimo intervallo di tempo dall’Alto Medioevo fino alle soglie dei giorni nostri, risalgono alla riorganizzazione territoriale conseguente alle vicende che videro contrapposti bizantini e longobardi (…). letter., o comunque di tono più elevato, di viso e faccia: avere un bel volto; essere triste, acceso in volto; pon mente per le strade, sul fare della sera, i volto d’omini e donne quando è cattivo... agg. +39 085859118; XII, attribuisce la fattura del Simulacro a Nicodemo, discepolo del Signore, aggiungendo che, rivelato al vescovo Gualfredo, pellegrino in Terrasanta, fu da esso affidato alle onde marine e da queste trasportato presso al porto di Luni; della cui spiaggia sarebbe stato subito trasferito a Lucca nel 742, l'anno secondo del regno di Carlo e di Pipino. Lungo questi percorsi, il viandante era solito incontrare ostacoli di vario genere rappresentati, solitamente, da torrenti in piena, frane e zone paludose. Le prime tappe della via consolare sono testimoniate, ancora oggi, da evidenti toponimi di origine romana che segnavano la distanza progressiva da Lucca: Sexto (Sesto di Moriano), Octavo (Valdottavo – Borgo a Mozzano) e Decimo (Diecimo - Borgo a Mozzano). La sera, si addormentò, lasciando da scolpire la testa; al suo risveglio, però, il crocifisso era stato completato dagli angeli durante la notte. Sul cammino del Volto Santo. La toponomastica superstite e le più recenti indagini archeologiche hanno dimostrato che le deviazioni più evidenti erano quelle tra Sesto di Moriano e Valdottavo; tra Diecimo e Gioviano (Borgo a Mozzano); tra Gallicano e Castelnuovo. a. Mentre alcune di queste istituzioni caritative sono situate a ridosso della via di fondovalle e delle strade che, perpendicolarmente a questa, si insinuano nelle valli secondarie del versante apuano e di quello appenninico, altre sono ubicate a quote abbastanza elevate, dove la loro presenza diventa indispensabile a causa dei rigori invernali. Il fatto è che sta con noi da più di un millennio. Nicodemus). Attraverso il passo di Tea e la valle del torrente Aulella scendeva fino a Luni e da qui raggiungeva Parma e Piacenza (4). Storia, devozione e promesse. VOLTO SANTO. Spesso, a ridosso dei medesimi ospizi vi sono altri ripari che servono da ricovero per gli animali che sono in viaggio con i pellegrini. Nei paesi germanici quest'immagine dall'aspetto non comune venne poi fraintesa e la sua venerazione degenerò per contaminatio nel culto di Wilgefortis, santa dai più variati nomi, di cui sono note e tipiche rappresentazioni i Kümmernisbilder. part. Vicino a questo sito scorre anche un torrente denominato “Rio Spedaletto”. Le valli degli affluenti, pressoché perpendicolari a quella principale e fra loro parallele, hanno in prevalenza fondo stretto e fianchi ripidi e incidono profondamente i due versanti, suddividendoli in numerosi cantoni. e al tempo stesso un cavaliere teutonico mandavano doni al Volto Santo; che Pasquale II nel 1107 confermava al vescovo e al capitolo di Lucca le oblazioni, solite a farsi al Volto Santo stesso, già da un lungo periodo di tempo. La valle del fiume Serchio era attraversata in tutta la sua lunghezza da un antico tracciato che, secondo alcuni studiosi locali, deve essere identificato con la romana via Clodia (Via Clodia Nova o Claudia secunda). vŭltus «faccia, aspetto»]. Il Volto Santo, è la statua-reliquario in legno, che dal 742, viene venerata a Lucca.Si trova nella navata sinistra della cattedrale di San Martino, dentro la cappella, che fu costruita da [[Matteo Civitali]] con marmo di Carrara nel 1484. Guerra, Giulio Dante, "La 'leggenda' del Volto Santo di Lucca, Cristianità 10August–September 1982, pp 88-89. Tali strutture oggi vengono indicate come ‘ospedali di passo’, poiché la loro funzione era quella di offrire un riparo a tutti coloro che viaggiavano a quote piuttosto elevate o avevano necessità di attraversare qualche valico di montagna. 315-24, s'indicano le pubblicazioni più importanti sull'argomento fino al 1934; dopo tale anno: G. de Francovich, Il Volto Santo di Lucca, in Boll. Breve storia della medaglia del Santo Volto La medaglia del Volto Santo di Gesù, detta anche "medaglia miracolosa di Gesù" è un dono di Maria Madre di Dio e Madre nostra. cit. Recenti indagini archeologiche hanno messo in evidenza il fatto che le vie lastricate e rettilinee, realizzate dai Romani nelle zone periferiche di Lucca, vennero riutilizzate anche durante l’alto medioevo. – 1. agg. Dello zecchino si ebbero le frazioni del mezzo e del quarto e i multipli da 2, 3, 10, 12 e 100 zecchino; fu spesso imitato e furono ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. V., DELLA CAPANNA M. L., Sguardo alle condizioni geografiche della Garfagnana nel secolo XIV, in ‘Atti del XX Congresso Geografico Italiano’, Roma 1967, p.3. 6) COTURRI E., Gli Ospedali lucchesi del periodo longobardo, in ‘Atti del Primo Congresso Italiano di Storia Ospitaliera’, Reggio Emilia 1957, pp. In un secondo momento, gli stessi assumono una connotazione più specifica che li indirizza verso l’assistenza agli ammalati ed ai bisognosi; vengono identificati, quindi, come ‘casa degli ammalati’ o semplicemente domus. 148-162. I primi xenodochia, come vengono definiti gli ospedali che danno asilo ai forestieri, sorgono all’interno della città o nelle sue vicinanze; di solito svolgono funzioni diversificate ma non specializzate essendo contigui, quasi sempre, a chiese o monasteri preesistenti (6). Si entra in gruppi mediamente di trenta-quaranta persone. L’origine di tali istituzioni di solito è collegata alla pietà popolare, ma non è raro che la loro fondazione possa essere frutto di donazioni e lasciti da parte di una consorteria feudale o anche di una singola famiglia nobile. XI-XII è attestata dai primi documenti che ne fanno menzione, sapendosi che Guglielmo II, re d'Inghilterra (1056-1100), giurava per Vultum de Luca; che Svatopluk, duca di Boemia (morto nel 1109). E’ il caso, per esempio, della località Aginaia, nel Comune di Gallicano, dove anticamente sorgeva l’ospedale di Colle Acinaio, del quale tratteremo di seguito; oppure del sito “Pian dell’Ospedale”, nel territorio di Bagni di Lucca, dove esisteva un ospizio duecentesco oggi completamente scomparso (7). Qui gli ammalati potevano ricevere alcune cure, ma la loro efficacia è da porre in relazione, ovviamente, alle conoscenze mediche dell’epoca. Dispersi il mandilio di Kamulia e quello di ... Nome attribuito al ducato d’oro di Venezia alla metà circa del 16° sec., quando aumentò il prezzo del ducato nuovo di zecca, che fu fissato nel 1543 a 7 lire e 12 soldi. Durante il periodo delle persecuzioni, Nicodemo ormai in punto di morte, affidò questa scultura a Isacaar, il quale la nascose nel sotterraneo di una grotta attigua alla casa di Seleucio per evitare che venisse danneggiato o rubato dai giudei.Di generazione in generazione il Volto Santo fu sempre oggetto di venerazione, fino a quando il Vescovo Gualfredo lo ritrovò all’interno della grotta e decise di porlo dentro una nave adornata di molti ceri e lampade accese. In ogni modo la diffusione amplissima del culto fin dal sec. La collocazione degli hospitalia che sono presenti nel territorio di Lucca ma, soprattutto, nella valle del Serchio, è in relazione, quasi sempre, alle distanze che i viandanti sono in grado di percorrere nell’arco di un’intera giornata e alle situazioni di difficoltà o di pericolo che gli stessi possono incontrare lungo il loro cammino. 3-29; A. Pedemonte, Quando venne il Volto Santo a Lucca?, Lucca 1936. di Eugenid Lazzareschi - la nota 2 a p.148 e ss.). Mediante il passo di Tea, esso congiungeva il bacino del Serchio con quello della val di Magra, quindi, la città di Lucca con l’insediamento romano di Luni (3). Quando il vescovo di Lucca arrivò sul posto, "la nave si offerì spontanea ai pietosi fedeli ed a loro esibì il prezioso, inestimabile tesoro, destinato ad essi per beneficio celeste." È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Come avremo modo di verificare più avanti, Fra le molte istituzioni presenti nella valle del Serchio in epoca medievale, solo due riusciranno a garantirsi uno sviluppo prolungato nel tempo; gli altri ospedali finiranno per scomparire dopo appena due secoli dalla loro fondazione. Quando gli animali puntarono senza esitazione verso Lucca, "a quella vista rimasero tristi quei di Luni, ed i lucchesi giubilarono, intonando un cantico di letizia e di benedizione al Signore".L’ingresso trionfante del Volto Santo a Lucca avvenne nel 742.I lucchesi accolsero immediatamente con grande venerazione il crocifisso del Volto Santo, il quale fu posto nella chiesa di S.Frediano. 4) Ibid., cap. Si trova nella navata sinistra della cattedrale di San Martino, dentro la cappella, che fu costruita da [[Matteo Civitali]] con marmo di Carrara nel 1484.Nel secolo XII, fu redatta una Relatio de revelatione sive inventione ac translatione sacratissimi vultus (Racconto della creazione, scoperta e traslazione del santissimo volto). Garfagnana editrice È necessario abilitare JavaScript per vederlo. La viabilità medievale nella valle del Serchio e la nascita degli hospitalia pauperum. Domani, martedì prima delle Ceneri, i mondani celebreranno il culmine della loro festa, il Carnevale. Per la sua configurazione morfologica la Garfagnana risulta quindi facilmente percorribile e adatta all’insediamento umano, come prova il fatto che anche in passato la vallata ha avuto notevole importanza, sia come zona di transito, sia sotto l’aspetto demografico ed economico”. : G. Schnürer e I. M. Ritz, Sankt Kümmernis und Volto Santo, Düsseldorf 1934. Tale sistema stradale permetteva loro di avere il controllo diretto del territorio circostante, ma anche un accesso più agevole a quelle strutture fortificate che la stessa popolazione longobarda andava costruendo sulle alture vicino alla città e nelle zone montuose dell’interno. L’arteria principale dava origine ad alcuni tracciati secondari che, seguendo gli affluenti del Serchio e quelli del Magra, si inoltravano lungo le valli minori e raggiungevano i valichi di montagna. var addy_text9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770 = 'info' + '@' + 'leonardouno' + '.' + 'net';document.getElementById('cloak9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770').innerHTML += ''+addy_text9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770+'<\/a>'; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. La testa, dalle lunghe chiome partite, reclinata a destra e sporgentesi verso gli oranti, l'accentuato profilo semitico prolissamente barbato e gli occhi di smalto aperti a metà conferiscono a questa severa immagine dell'Uomo Dio un aspetto singolare, la cui efficacia emotiva è accresciuta dal suo oscuro colore. st. lucchese, VIII (1936), pp. Considerazioni sulla mostra “Il Volto ritrovato. Di solito, l’importanza degli enti caritativi varia in base alla loro disposizione geografica, alla funzionalità che ciascuno presenta e alla sopravvivenza degli stessi nel corso dei secoli. Siffatte immagini, che non hanno (come si pretese) relazione alcuna con mitiche divinità nordiche, essendo ad esse attribuiti gli stessi prodigi del Volto Santo, diedero origine alla poetica leggenda della martire crocifissa, alla quale Cristo, per salvarla dalle insidie, aveva conferito il suo stesso volto divino e il privilegio di non soffrire, ma trionfare sul medesimo glorioso segno del suo martirio, la croce. Dopo essere uscita dalla porta settentrionale, la strada proseguiva in direzione nord-est correndo in maniera pressoché parallela lungo il corso del Serchio. Νικόδημος; lat. Lo accompagna una storia (1) ... Inoltre, sul bordo inferiore del Volto Santo di Manoppello c'è una scheggia di cristallo di rocca (vetro); documenti attestano che i due vetri di cristallo di rocca paralleli a protezione della Veronica erano rotti almeno dal 1618. VOLTO SANTO. Pertusi, A, and F. Pertusi Pucci, "Il Crocifisso ligneo del Monastero di S. Croce e Nicodemo di Bocca di Magra" Rivista dell'Istituto Nazionale d'Archeologia e Storia dell'Arte (1979), pp 3–51. var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; V col Garrucci, al sec. Ovviamente i giovenchi scelsero la strada che portava a Lucca e così il Volto Santo arrivò nella in città “nel 742” (probabilmente trascritto per errore al posto del 782), “al tempo di Carlo e Pipino” (Carlo Magno e il figlio Pipino, nominato re d’Italia nel 781). Esse giungono in vicinanza della linea di cresta, la quale, se è aspra e dirupata nelle Apuane e ha invece forme meno decise e più dolci nell’Appennino, presenta sempre numerosi passi, elevati, ma di non difficile accesso. - Nome greco ("vincitore del popolo") di un fariseo, che, secondo il Vangelo di Giovanni, visitò di notte Gesù e ne ebbe rimossi i pregiudizî sul battesimo; cercò poi di difenderlo di fronte al sinedrio (7, 50-52), e prese parte alla deposizione di Cristo dalla ... Scultore (Lucca 1436 - ivi 1501). Ma questa è questione assai discussa, specialmente quando si noti l'abrasione delle dita e della pianta del piede destro, che già dal sec. Per acheropita, cioè «non fatta da mano (umana)», s’intende l’immagine del Volto Santo di Cristo miracolosamente impressa su tessuti (➔ mandilio) e per estensione immagini di Cristo e della Vergine, ritenute ritratti ‘autentici’, tutte di origine orientale. - Celebre simulacro, venerato nella cattedrale di Lucca, dentro il marmoreo tempietto di M. Civitali, rappresentante in dimensioni maggiori del naturale il Crocifisso vivente, scolpito in legno di noce. Secondo l'antica leggenda di Leobino, il Volto Santo è stato scolpito da Nicodemo che, con Giusepped'Arimatea, depose Cristo nel sepolcro. L’autore indica almeno dieci xenodochia ubicati fra la città di Lucca e il suo circondario. Lo ricoprì di bitume, affidandolo alla Provvidenza e sperando che raggiungesse un paese dove molti popoli sarebbero accorsi per venerarlo.La nave miracolosa senza vele e opera umana arrivò al porto di [[Luni]].Nel frattempo, un angelo apparve al Vescovo Giovanni di Lucca, dicendogli che doveva recarsi al Porto di Luni assieme ai suoi fratelli perchè lì avrebbe trovato una scultura molto importante raffigurante il vero Cristo in croce.La nave avrebbe resistito ad ogni tentativo di abbordaggio da parte dei lunensi. XI e il seguente, forse da un autore franco, possa contenere elementi veritieri intorno alla traslazione dall'Oriente durante il periodo iconoclastico. Tale percorso era stato abbandonato perché soggetto a frequenti incursioni barbariche e ad altri rischi derivanti dalla presenza di zone malariche lungo l’alta costa del mar Tirreno. Postato il 27 febbraio 2017 27 aprile 2017 di Isidoro D'Anna. 2019 - LeonardoUno.net Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. La tradizione agiografica, riferita dal diacono Leobino e contenuta in più codici del sec. Dopo un tratto di circa sei miglia, all’altezza di Sesto (Sesto di Moriano – Lucca), essa modificava la sua traiettoria immettendosi in valli secondarie che permettevano di aggirare gli ostacoli naturali presenti lungo l’argine del fiume. In origine, equivalente di sacro, riferito a ciò che è... Nicodèmo (gr. Qui le narrazioni si dividono, secondo una versione, il Vescovo di Lucca Giovanni avrebbe donato ai lunensi un'ampolla di vetro piena del sangue di Cristo in cambio della figura. V., DELLA CAPANNA M. L., Sguardo alle condizioni geografiche della Garfagnana nel secolo XIV, in ‘Atti del XX Congresso Geografico Italiano’, Roma 1967, p.3. Scrive la DELLA CAPANNA: “La valle in cui, da NNO a SSE, scorre il Serchio è in genere poco inclinata e piuttosto ampia. Queste opere di difesa militare sarebbero servite per contrastare eventuali attacchi da parte dei Bizantini che, in quella stessa epoca, si erano stanziati nella zona compresa fra la Liguria e la Lunigiana e controllavano i passi appenninici orientali. Rettore del Santuario e Redazione Bollettino Via Cappuccini, 26 65024 MANOPPELLO (PE) Tel. Sinon. Unimmagine misteriosa questa, che affonda le radici nella religiosità e nella leggenda più misteriosa . La necessità di garantire i collegamenti interni ad un vasto territorio centro-settentrionale, tra la capitale longobarda Pavia e la Tuscia determina la scelta di itinerari alternativi longitudinali transappenninici talvolta riutilizzando diramazioni romane come nel caso del passo di Monte Bardone (la Cisa) cui si congiungerà la famosissima via Francigena” (2). 7) Si tratta dell’ospizio di S. Francesco di Cruciana (cfr. 1) MENCACCI P. - ZECCHINI M., Lucca Romana, Lucca 1982, cap. Un'altra versione parla invece di un carro sul quale fu deposta la scultura e i cui buoi furono lasciati liberi di prendere la direzione che preferivano. Poiché l'anno 742 corrisponde esattamente al secondo del regno di Carlomanno e di Pipino il Breve, dà motivo di ritenere che la leggenda leobiniana, compilata fra il sec. Fin dall’epoca romana, Lucca si era trovata al centro di un sistema viario disposto a raggiera che, oltre a renderla più funzionale, le aveva garantito una posizione di rilevante interesse strategico; verso la città, infatti, trovavano convergenza tutte quelle strade che, attraverso i territori e le vallate circostanti, gravitavano direttamente sulla relativamente ampia pianura lucchese (1). Gli hospitalia pauperum et peregrinorum, compaiono circa due secoli dopo rispetto ai primi e di solito sono ubicati in zone particolarmente isolate, lontano dai centri urbani. Senza i ricchi paludamenti e le preziose oreficerie, appare vestito di tunica con maniche, stretta da una caratteristica cintura annodata, i cui capi discendono sul davanti in due liste parallele. Qui venne collocato “nella chiesa del beato Martino”. La Clodia risaliva la valle del Serchio partendo dalla città di Lucca. In un primo momento, questi centri di ospitalità sono presenti solo all’interno delle mura cittadine o nell’immediata periferia; successivamente, essi si diffondono soprattutto nelle zone rurali e la loro funzione appare direttamente collegata alle esigenze di viaggio dei viandanti. A riprova di ciò basta ricordare che tutte le imbarcazioni che navigavano lungo il corso del Serchio, erano tenute a pagare una specifica gabella quando passavano davanti all’ospizio di S. Martino in Greppo, nel territorio di Diecimo. V; SARDI, op. "Ancora oggi, sulla falsariga di quello che è stato fatto per secoli, la sera del 13 settembre le strade percorse dalla processione (Luminara), vengono illuminate con migliaia di ceri a formare una scenografia assai suggestiva. 2013, 200 p., ill., rilegato, Dalla Lunigiana, attraverso la Garfagnana, fino a Lucca. Esse giungono in vicinanza della linea di cresta, la quale, se è aspra e dirupata nelle Apuane e ha invece forme meno decise e più dolci nell’Appennino, presenta sempre numerosi passi, elevati, ma di non difficile accesso. Ciò nonostante, il ricordo di alcune strutture caritative del passato è rimasto vivo nella toponomastica locale tanto da consentirci di poter individuare, con notevole margine di sicurezza, la loro originaria ubicazione. addy9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770 = addy9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770 + 'leonardouno' + '.' + 'net'; Il Volto Santo di Manoppello è una delle più note e importanti reliquie cristiane rappresentanti il Sacro Volto e coincidente, secondo alcuni studi, con il Velo della Veronica.Esso è conservato nell’omonima cittadina di Manoppello (PE), nella Basilica del Volto Santo. La Storia. var addy9eaabc0df90b04aa30f0e3650ff2f770 = 'info' + '@'; Una pieve un feudo un comune, I, Borgo a Mozzano 1990, Appendice VIII. di Guidugli Amedeo Ne ha parlato anche [[Dante Alighieri]] nella Divina Commedia, e più precisamente nel canto XXI dell'Inferno:"Qui non ha luogo il Volto Santo;qui si nuota altrimenti che nel Serchio. XIII col Dami e col Francovich, il quale pensa che il simulacro attuale sia un rifacimento dell'antico, risalente al sec. var path = 'hr' + 'ef' + '='; I tratti inconfondibili di Cristo” di Antonio Bini della mostra e la stessa storia del Volto Santo, che tutti hanno conosciuto recandosi a Manoppello. VIII.

storia del volto santo

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