Ogni estate si ripete sempre lo stesso paradosso: con i primi caldi, ci si rallegra del fatto che finalmente sarà possibile vestire con niente. Si dice tra sé e sé: un abitino, un paio di sandali e via. La prima associazione mentale che si fa è quella tra il meno e il meglio: ho pochi vestiti da mettermi, sarà un’operazione semplice e rapida.

Avete presente quelle pizzerie in cui ci sono menù di quattordici pagine, si punta il dito su una pizza e in cinque secondi si è deciso ocsa ordinare? Invece, non so voi ma io quando mi ritrovo a scegliere tra pochissime proposte, salto dall’una all’altra sino a inseguire il cameriere e cambiare (forse) per l’ultima volta idea in extremis un attimo prima che fosse troppo tardi.
Questo per dire che vestirsi con gusto in estate, quando davvero sono sufficienti un paio di scarpe aperte, un paio di pantaloni e una maglietta è difficile: giocare con pochi elementi e trovare il giusto equilibrio tra comodità e classe è un’operazione piacevolmente ardua.

E in fondo ha un nome ben preciso: casual. Sì, perché se il termine è nato più o meno come sinonimo di abbigliamento non ricercato (casuale, appunto), una sorta di “mi metto la prima cosa che trovo aprendo l’armadio”, oggi questo stile è tutt’altro che lasciato alla svagatezza individuale: sapersi vestire in modo informale risultando piacevoli agli occhi propri e altrui, senza peraltro rinunciare alla comodità, è un’arte.
Non a caso, celebri marchi dedicano ormai parte del catalogo a confezioni apparentemente pensate per un pubblico giovanile, ma che in realtà nel loro disegno minimal sprigionano un grande carattere, e sono funzionali a una gamma davvero vasta di outfit. Se dovessi descrivere per immagini il casual a un alieno, gli mostrerei proprio le collezioni firmate, punto di incontro tra la filosofia casual e l’attenzione allo stile. Curiosando sul web ho trovato per esempio le t-shirt da donna della selezione estiva di Woolrich: linea semplicissima e decisa, grande vestibilità e colorazione saggiamente neutra. Proprio attorno alla maglietta si può costruire la mise estiva che coniughi stile e comfort: cominciando dalla scelta del capo per la parte inferiore del corpo, che potrebbe essere un jeans, una gonna ampia o magari un pantalone a gamba larga. Quest’ultima opzione diversifica ulteriormente la mise, perché può presentarsi sia come un morbidissimo e svolazzante strumento di femminilità, sia nella versione unisex con tasconi, per un fascino androgino che di certo non passerebbe inosservato.

Le scarpe, poi. Le zeppe, chiuse o aperte in punta, possono adattarsi a svariati look, anche se ammetto che tra le mie passioni ci sono il sandalo in pelle basso (magari, perché no, con un’allacciatura un po’ audace sulla caviglia) e le intramontabili espadrillas.

Il perfetto stile casual passa naturalmente anche dai cosiddetti dettagli, che in realtà hanno un ruolo centrale nell’equilibrare e completare l’abbigliamento: pensiamo per esempio alla cintura, a collane e bracciali, agli occhiali da sole e al cappello, che per esempio nel caso delle zeppe potrebbe essere in paglia e a tesa larga, per richiamare il tacco di questo tipo di scarpa.

Last but not least, la borsa, capace da sola di indirizzare l’outfit. Qui, ho due proposte estreme: o una pochette davvero minuscola, talmente piccola da… non passare inosservata, oppure una borsa XXL che mimi la semplicità di quelle da mare. Sarà un modo infallibile per dare personalità al vostro stile casual per l’estate: casual sì, casuale no.