Ogni giorno condivido con voi le fasi dello svezzamento di Isabelle e – dato che le domande che ricevo sono sempre di più – ho deciso di realizzare questa guida all’autosvezzamento, il metodo che – supportati dal nostro pediatra – abbiamo scelto per nostra figlia. Questa guida è ovviamente frutto della nostra esperienza personale, quindi vi raccomando in ogni caso di parlare con il vostro pediatra per farvi consigliare e seguire.

autosvezzamento guida

Cos’è l’autosvezzamento ?

L’autosvezzamento è un nuovo metodo per avviare il bambino al cibo solido. Si tratta Un’opzione alternativa al classico svezzamento al cucchiaio che tutti conosciamo fatto di pappe, riso cremolato ed omogenizzati.

La differenza fondamentale rispetto al metodo tradizionale è che l’autosvezzamento è una forma di alimentazione complementare al latte. Il cibo solido infatti non va a sostituire la poppata, perchè il latte rimarrà comunque l’alimento principale del bambino fino ai 12 mesi di età. Per questo motivo non bisogna mai negare al bambino il seno o il latte artificiale ogni volta che lo cercherà.

Riguardo il cibo, sarà il bambino a regolarsi autonomamente in base a quanto vorrà mangiare. Noi genitori non dobbiamo preoccuparci del fatto che possa mangiare troppo poco o troppo. In realtà i neonati sembrano essere perfettamente in grado di autoregolarsi (decisamente meglio anche degli adulti a quanto pare).

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Chi ha teorizzato l’autosvezzamento (e perchè si conosce ancora poco)

L’autosvezzamento – in inglese Baby Led Weaning – è un nuovo metodo e per questo non molto conosciuto e diffuso. La parola è stata coniata nel 2005 dalla Dottoressa Gill Rapley, che per molti anni ha studiato l’alimentazione infantile e lo sviluppo del bambino. Gill Rapley nel 2015 ha realizzato una ricerca che mette a confronto lo svezzamento al cucchiaio con l’autosvezzamento, mettendo alla luce quanto l’autosvezzamento sia più positivo per i bambini.

Reperire informazioni non è semplicissimo e spesso le mamme sono confuse e spaventate. Io stessa ho ricevuto centinaia di domande e messaggi tipo “non hai paura che soffochi?” “come fai a stare tranquilla?” “hai fatto un corso di disostruzione?”

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L’importanza di una corretta in-formazione e del confronto con il pediatra

Prima di intraprendere questo percorso ho raccolto informazioni su diversi libri dedicati all’autosvezzamento, nonchè su forum e gruppi di mamme che come me hanno scelto l’autosvezzamento.

Ho seguito anche due corsi di disostruzione pediatrica e mi sono confrontata più volte con il mio pediatra riguardo la nostra scelta, nella quale ci siamo sempre sentiti molto supportati. Questi due passaggi sono essenziali prima di iniziare con questo percorso e ve li consiglio fortemente.

 

Nonostante tutto questo la preoccupazione c’è sempre.  Potrà andargli qualcosa di traverso ? Cosa faccio se comincia a tossire ? Fa parte di noi mamme avere paura che possa accadere qualcosa ai nostri bambini. Il consiglio che vi posso dare è di dare sempre fiducia ai nostri piccoli, ma essere sempre pronti e vigili per intervenire in qualsiasi evenienza.

baby led weaning

Quali sono i benefici dell’autosvezzamento ?

I benefici per il bambino sono questi  :

  1. Aiuta lo sviluppo motorio del bambino
  2. Favorisce lo sviluppo orale e della masticazione
  3. Aumenta la coordinazione e la destrezza
  4. Orienta un rapporto positivo con il cibo sano

In che modo accadrà tutto questo? Semplicemente mangiando a tavola ciò che mangiano i suoi genitori, ovviamente facendo attenzione ai tagli del cibo, alla consistenza ed avendo a tavola una dieta salutare ed equilibrata. Il bambino osserverà il cibo imparandone i colori ed i profumi, afferrerà con il pugnetto (e successivamente a pinza) il cibo esplorandone temperatura e consistenza e solo infine con coordinazione porterà il cibo alla bocca scoprendone il sapore e sviluppando la masticazione.

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Come si taglia il cibo per l’autosvezzamento ?

Il cibo deve essere sempre tagliato a strisce spesse o bastoncini. Bisogna evitare il cibo troppo difficile da masticare, considerando che il bambino non ha ancora i denti o ne ha pochi.

Mai somministrare cibo tagliato a rondelle o tondo (carote a rondelle o chicchi d’uva interi sono pericolosissimi e ad altissimo rischio di ostruzione. Anche la mela è molto difficile da gestire per la sua consistenza e scivolosità. Meglio grattuggiarla o tagliarla a fettine sottilissime che si sciolgono in bocca).

Cosa fare se mio figlio tossisce o non respira ?

Può capitare che in questo processo il bambino abbia dei conati o faccia dei colpi di tosse come se qualcosa gli sia andato di traverso. In questo caso bisogna io seguo quanto imparato nei corsi di disostruzione (a questo link le informazioni essenziali).

Se il bambino tossisce significa che i suoi canali non sono totalmente ostruiti e che con i colpi di tosse si sta disostruendo da solo. Noi dovremo quindi rimanere calmi ed attendere, senza fare nulla. I conati invece sono il modo che il bambino usa per tirare fuori cibo in eccesso.

Bisogna invece intervenire quando il bambino non respira, perchè questo è il sintomo di una ostruzione che impedisce il passaggio dell’aria.  In queso caso dovrete praticare le manovre di disostruzione (se non avete ancora fatto il corso, vi consiglio di provvedere quanto prima).

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Quando iniziare l’autosvezzamento?

A differenza dello svezzamento classico, che l’OMS consiglia di iniziare a 6 mesi di vita senza particolari controindicazioni , per l’autosvezzamento è necessario che il neonato abbia raggiunto anche delle precise abilità.

Dovrete capire se vostro figlio:

  • Riesce a stare seduto da solo
  • Ha perso il riflesso di estrusione ovvero quel meccanismo che porta il bambino a spingere fuori la lingua quando gli si propone il cibo. Tipico movimento della lingua del bambino durante l’allattamento

Ricordo che l’autosvezzamento è complemeintare all’allattamento a richiesta. Quindi, durante il percorso il bambino continuerà a bere il latte come principale nutrimento.

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Con quali cibi iniziare ?

Questa domanda può sembrare un controsenso rispetto a questo metodo perché come vi dicevo il bambino mangerà ciò che preparerete per voi, ma capisco che l’inizio è sempre un po’ difficile e si preferisca fare dei tentativi prima di lasciarsi andare completamente. Delle prove per acquisire fiducia e sicurezza.

In questo caso vi consiglio di iniziare con una banana tagliata a bastoncini (grandi come un dito indice), fare lo stesso con una patata morbida lessa o al vapore e una zucchina. Successivamente provate con una carota e procedete così fino a che riuscirete a stare tranquille durante il pasto ed offrirgli ogni cosa.

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Quali alimenti non vanno mai somministrati durante l’autosvezzamento

Almeno fino al 1 anno di età non offrite ai bambini funghi (difficilissimi da digerire), mitili (cozze e vongole potrebbero essere poco salutari) ed il miele (è a rischio botulino). Io a questa lista ho aggiunto anche tutti i pesci che risultano essere a rischio di elevate concentrazioni di mercurio (tonno, pesce spada etc.

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